Tecnoetica e scienze sociali
Se date un’occhiata all’elenco dei link alla vostra destra, nella sezione materiali noterete una nuova aggiunta. Questa nuova risorsa fa riferimento ad un paper che ho scritto relativo al tema della tecnoetica. Lo scopo dell’articolo - che ho presentato di recente al secondo Forum Nazionale dei Sociologi tenutosi a Napoli la scorsa settimana - rappresenta un tentativo di analisi dei temi della tecnoetica seguendo un’impostazione tipica delle scienze sociali.
L’idea che cerco di sostenere è che il tema del rapporto fra tecnologia e valori potrebbe beneficiare enormemente dei risultati teorici ed empirici a cui è giunto il settore dei Science and Technology Studies (in italiano Sociologia della Scienza e della Tecnologia). Infatti in questa area di ricerca ci si interroga costantemente sul tema dell’etica della tecnologia, spesso incapsulata in discorsi relativi alle conseguenze politiche/sociali della tecnologia.
Dopo aver illustrato i motivi che rendono la tecnologia contemporanea oggetto dell’etica, metto a punto una rapida rassegna dei modi con cui la Sociologia della Tecnologia ha affrontato il tema dei valori identificando tre aspetti distinti: gli studi che mostrano come la tecnologia sia frutto di valori, le ricerche che sottolineano come la tecnologia stessa veicoli valori e infine i casi che mostrano come la tecnologia sia una forza che modifica i valori. Dopodiché passo ad introdurre in cosa - secondo me - potrebbe consistere la tecnoetica seguendo una prospettiva sociologica. Per fare ciò mostro come ci siano già degli interessi in questo senso facendo riferimento alla computer ethic, agli studi di deontologia dei professionisti della tecnologia e agli autori di STS che dicono come l’ingegnere spesso nel fare le sue scelte tecniche si comporta da scienziato sociale. Concludo il tutto mostrando come le decisioni relative alla tecnologia (perciò apparentemente neutre) siano in realtà intrise di politica. Per fare questo uso il caso del simputer (di cui abbiamo già parlato da queste parti).
Sottopongo questo mio scritto a chi - fra voi lettori del blog - sia interessato al tema. Faccio comunque presente che su questi temi ci sto ancora lavorando: sto raccogliendo bibliografia, alcune argomentazioni vanno affinate, insomma il paper è un work in progress. Ma sarei felice se chiunque di voi volesse fare osservazioni, annotazioni, critiche e quant’altro ritenga opportuno segnalarmi.
La mia piccola parte del lavoro l’ho fatta: adesso tocca a voi. Fait le votre jeux!
PS: l’immagine di questo post è una scultura dell’artista americano Cory Fuhr dal titolo "Couldn’t Sleep"
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