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Due riflessioni sul P2P

Pubblicato il 30 giugno 2005, da in Varie.

Dopo circa 45 minuti di conversazione al telefono al pomeriggio dello scorso mercoledì 22 giugno, Stefano Carli mi ha citato come fonte per un suo articolo sulla musica online apparso su "Repubblica – Affari e Finanza" di lunedì 27 giugno, e che voi potete leggere online qui. Durante la telefonata abbiamo parlato di tutto: da Shaolin Soccer diffuso in P2P prima che fosse distribuito nelle sale, al fatto che una buona fetta dei file sharers sono persone che cercano album e brani che non riescono più a trovare nei cataloghi delle major soffocati da Justin Timberlake e altre amenità di simile portata. Peer To Peer. Se permettete, avrei voglia di fare un paio i riflessioni.Secondo me il file sharing NON E’ una pratica il cui scopo è uccidere l’industria discografica, bensì è una vera e propria cultura internet nata dall’esigenza di consumare i cosiddetti contenuti pregiati: musica e da qualche

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Foto Font Flickerizzate

Pubblicato il 30 giugno 2005, da in Varie.

Ebbene lo ammetto, mi piace moltissimo giocare con Flickr. La scritta che vedete sopra è stata fatta con un tool molto carino che si chiama Spell With Flickr. In sostanza recandosi sull’omonima pagina, basta scrivere qualsiasi parola/frase dentro un cartiglio e in men che non si dica la nostra scritta verrà a comporsi con una serie di foto prese – appunto – da Flickr che il programma riconosce grazie al fatto che tutte le foto presenti nella piattaforma di fotosharing hanno un tag che le identifica. Perciò l’applet si va a cercare tutte le foto taggate con la <T>, tutte le foto taggate con la <E> , tutte le foto taggate con <C>, e così via. E se la foto che il programma sceglie per rappresentare la lettera non mi piace?Nessuna paura: basta cliccare sulla lettera sgradita finch

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Il lato oscuro dei DJ

Pubblicato il 30 giugno 2005, da in Varie.

Guerre Stellari è appena passato nei cinema italiani, ma non ancora nelle arene italiane: ergo credo che un po’ di trivia sulla questione non possano far altro che incuriosire…. Domanda: cosa sarebbe accaduto se Darth Fader (o Lord Fener, o comediavolosichiama) fosse passato dal lato oscuro della musica?Risposta: avrebbe mixato e scretchato la colonna sonora di John Williams. Guardate questo video interpretato dal DJ Daft Vader e poi ditemi com’è.

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Il piccolo pubblicitario

Pubblicato il 30 giugno 2005, da in Varie.

Quando eravate bambini giocavate con il piccolo chimico: era un modo per abituarvi a quello che sareste diventati una volta cresciuti. Infatti quella del chimico è una professione stimolante, con una bella carriera e compatibile con un tipo di società che aveva  bisogno di onesti lavoratori della conoscenza scientifica in grado di produrre prodotti meravigliosi che sarebbero stati prodotti in serie da importanti gruppi industriali. Nel frattempo vostra sorella o la vicina di casa giocava con Dolceforno Harbert o la Maglieria Magica della Mattel, allenandosi a diventare una perfetta padrona di casa con competenze specializzate nella cucina e nella produzione artigianale di indumenti. Poi sono arrivati gli anni ’80 che hanno mostrato l’importanza di marketing e comunicazione ed infine gli anni ’90 che hanno aumentato la necessità di creatività diffusa e specializzata, a maggior ragione nel campo della comunicazione (Richard Florida docet). Corsi di Scienze della Comunicazione e lauree Honoris

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Lambretta Space Age Style

Pubblicato il 30 giugno 2005, da in Varie.

Chi ha detto che le pubblicità di adesso sono le più carine? Provate a dare un’occhiata al panorama pubblicitario italiano anni ’60…Sveliamo l’arcano. La nascente pubblicità italiana degli anni ’60 aveva un compito tanto ingrato quanto affascinante: svecchiare i comportamenti di consumo dell’Italia che stava progressivamente riprendendosi dal dopoguerra. Dadi da brodo, plastica, automobili: tutta una serie di nuovi consumi avevano bisogno di una forma di visibilità. Ovviamente la pubblicità aveva il compito di rendere quotidiani questi consumi e per farlo usava uno strumento comunicativo destinato a restare impresso nell’immaginario collettivo dell’Italia post-bellica.Parlo del Carosello, ovvio. La struttura del Carosello è famosa: una storiella divertente – spesso interpretata da attori famosi o che lo sarebbero diventati (due nomi fra tutti: Walter Chiari e Dario Fo) – uno slogan orecchiabile (altro che payoff) e infine la messa in scena del prodotto reclamizzato (che spesso aveva parentele forzate con la storiella). Alcuni

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© Davide Bennato