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Internet ideologia

Leggo sul blog di Vincos, un interessante tentativo infografico che prova a mappare le ideologie relative a internet. La mappa – che vedete in alto – è frutto della redazione di Vision, ed è stata pubblicata sul numero di sabato scorso di Chip & Salsa, l’inserto di tecnologia e internet de Il Manifesto. L’infografica tecnicamente è una mappa di posizionamento: ovvero un modo di visualizzare alcuni oggetti (in questo caso le ideologie) usando due variabili: quelle usate da Vision sono affidabilità verso internet (fiducia/scetticismo) e produzione economica (dono/mercato) senza adottare una metrica specifica ma semplicemente la dicotomia forte/debole. Mi spiego: nel primo quadrante (sapete come si numerano i quadranti di un diagramma cartesiano, vero?) c’è il gruppo dei Lisergici (da De Kerchove a Rheingold) che hanno una bassa propensione al mercato, ma un’alta fiducia verso la rete, mentre nello stesso quadrante ci sono i Neo.com (da Tapscott a Godin) che

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Videoclip davvero geniali

The BPA – Toe Jam Featuring David Byrne & Dizzee Rascalby TheBrightonPortAuthority Gruppo: The Brighton Port Autorithy Brano: Toe Jam Concept: Le pecette censorie come linguaggio visivo Raccomandato a quelli che: “I video più creativi sono quelli in computer graphics” Gruppo: Radiohead Brano: House of Cards Concept: Rappresentazione tridimensionale attraverso sequenze di dati Raccomandato a quelli che: “Matrix è il capitolo finale degli effetti al computer” Gruppo: Weezer Brano: Pork and Beans Concept: Parodia/citazione dei più famosi viral video presenti su Youtube Raccomandato a quelli che: “Youtube è un cambiamento tecnologico, ma culturalmente non ha nessun impatto”

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Wardriving sul Sole

Nel numero oggi in edicola di Nova, l’interessantissimo inserto settimanale de Il Sole 24 Ore, c’è un articolo a firma di Alessandra Viola che mi vede coinvolto direttamente. L’articolo si chiama “C’è connessione nell’aria” (p.15 dell’inserto oppure in fondo al post ) e prende le mosse da un mio saggio sul wardriving pubblicato nel libro “Cultura in Italia. Nuovi media, vecchi media” edito da Il Mulino a cura di Marco Santoro. Come è facile immaginare, il saggio – dal titolo “Culture tecnologiche emergenti. Analisi di una comunità di wardrivers” – è il resoconto di una ricerca svolta tra il 2004 e il 2005 su un gruppo di wardrivers italiani della provincia di Salerno. Lo scopo della ricerca è stato quello di rilevare le caratteristiche sociali del gruppo, le pratiche di appropriazione tecnologica e le motivazioni che guidano questa particolare variante della comunità hacker. Se l’argomento vi interessa, potete dare un

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Datamining art

Questa immagine che sembra un quadro astratto (concettuale, meglio) è in realtà la visualizzazione delle pagine di wikipedia editate dallo stesso bot. A colore diverso corrisponde una pagina diversa. L’immagine è frutto delle elaborazioni di Fernanda B. Viégas, Martin Wattenberg, e Kate Hollenbach, il famoso gruppo di ricerca dell’IBM di software per la visualizzazione dei dati, autori del progetto Many Eyes (altro nome noto per chi bazzica tecnoetica). L’immagine illustra lo special di Wired di luglio 2008 “The end of theory“, secondo cui la ricerca contemporanea, grazie a tecniche di datamining sofisticate si può permettere di non curarsi dell’uso di teorie scientifiche (avrò modo di tornarci con un post ad hoc). La domanda metodologica è: perché un esperto di analisi quantitativa si interessa alle forme di rappresentazione di dati testuali? Lo stesso Wattenberg risponde: Language is one of the best data-compression mechanisms we have. The information contained in literature, or

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Perchè? Risposte infografiche

Perché è preferibile usare Firefox invece di Explorer? Perché se si è alti, bisogna scegliere la compagnia aerea con molta attenzione? Perché bisogna prendere la crescita del prezzo del petrolio seriamente? (grafico interattivo) Bitty Browser (iframes required) Perché il debito dei consumatori americani ha raggiunto livelli di guardia? (grafico interattivo) Bitty Browser (iframes required)

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DNA Rap

Perchè no? [Infopusher: A Blog around the clock]

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Indovina l’oggetto

Secondo voi cos’è l’oggetto che vedete qui sopra frutto del designer Won-Seok Lee? Pensateci bene: la risposta è molto meno bizzarra di quanto pensiate. [Infopusher: Yankodesign]

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Come si diffondono i post

Weblog Activation Simulation from matthew hurst on Vimeo. Una delle linee di ricerca più interessanti di questi ultimi anni sono gli studi di come le notizie si diffondono nella blogosfera. Quella che vedete sopra è una animazione che mostra in che modo un’informazione (o una notizia) pubblicato attraverso un post, si diffonde all’interno della rete formata dai contatti del blog stesso. Un’ottima visualizzazione di quella che viene conosciuta come dinamiche dell’informazione virale. Il video è stato presentato al Personal Democracy Forum (PDF 2008), ed è frutto delle ricerche di Matthew Hurst. Annotazione metodologica: la rappresentazione della blogosfera deriva da una mappatura reale dei blog made in USA alla fine del 2007, mentre l’attivazione dei nodi periferici è frutto di una simulazione (cioè non è la registrazione di una circolazione EFFETTIVA di una notizia, ma una simulazione di come si propagherebbe all’interno di quell’intrico di blog).

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Storia dei mondi virtuali

Una delle notizie delle ultime settimane è sicuramente l’arrivo di Google nei mondi virtuali tridimensionali. Come tutti sanno, il progetto si chiama Lively e si presenta come un pericoloso competitor di Second Life. Pericoloso in quanto può contare su una community già consistente (chi non ha un account Gmail alzi la mano), e su un progetto che qualora fosse in perdita può contare su altre fonti di denaro (vedi alla voce “Youtube”). Lascio ad altri – ben più appassionati ed esperti di me – il compito di recensire dettagliatamente questa creatura dei laboratori di Mountain View, io preferisco concentrarmi sui mondi virtuali. Quella che vedete sopra è la rappresentazione interattiva di una storia dei mondi virtuali che parte dalla pittura panoramica del 1787 arriva fino alla versione beta di Lively (appunto). Se trovate delle mancanze, non disperate: la timeline funziona con la stessa logica dei wiki. Basta avere un account

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Dissezione dell’iPhone 3G

Com’era logico aspettarsi, lo Hype sull’iPhone 3G sta assumendo forme piuttosto diverse. Online, ma non solo. Una delle più curiose è questa grafica esplosa della circuiteria dell’oggetto del desiderio della Apple-fonia (anche se sarebbe più corretto dire dell’iPod-fonia) rivelata da un articolo di TechOnline. Consigliato a chi vuole cimentarsi nel fai da te (magari fosse così facile) Per chi volesse capire qualcosa di più ecco uno dei (4) video di Applebuzz che spiega le caratteristiche del gioiellino. PS: ma Android che fine ha fatto?

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© Davide Bennato