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Youtube e massacri

Lo scorso 23 settembre, uno studente di 22 anni – Matti Saari – ha ucciso 9 colleghi e un professore dell’Università della cittadina Kauhajoki in Finlandia, secondo un rituale ormai reso celebre dal massacro di Columbine. Ciò che rende questa notizia piuttosto inquietante – oltre che fonte di ludibrio per i media – è il fatto che (come già altri prima di lui) aveva pre-annunciato il massacro in video su Youtube, come si può vedere dai video sopra. Ciò ha portato inesorabilmente a parlare possibile censura del sito di videosharing rispetto ai suoi contenuti violenti, o comunque di profonda riprovazione, argomento che in Italia è presente sui giornali collegato alle violenze messe in scena da bulli adolescenti. La domanda a questo punto é: fino a che punto è sostenibile l’idea di censurare tali contenuti su internet? Secondo me non tanto, per due ordini di motivi. Il primo perché per chi

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Molleindustria, videogiochi tosti

Bitty Browser (iframes required) Non so quanti di voi conoscono Molleindustria. E’ una società italianissima specializzata nei videogiochi che servono per riflettere perché parlano di politica, etica, religione, cronaca eccetera. Loro parlano di sé come mediattivisti di tipo critico videoludico. In ambito anglosassone questi giochi vengono chiamati serious games, ovvero videogiochi “seri”, perché educano divertendo o divertono educando, a voi la scelta. Magari Molleindustria l’avete già incontrata: sono quelli del gioco Io uccido Faletti, oppure Faith Fighter. L’ultima fatica del team è Free Culture Game, in cui bisogna difendere il libero sapere dall’avanzamento del mercato. Buon divertimento.

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La blogosfera incontra Bernabé

Un manager che siede in un consiglio di amministrazione per tigna, appassionato dei prodotti Mozilla, che conosce il valore della cultura e del ruolo culturale svolto dalla società che presiede. Poche pennellate per il ritratto di Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia che venerdì scorso ha incontrato i blogger nel corso di un incontro moderato da Luca De Biase, che si è svolto nelle sale del MART a Rovereto, parte degli eventi in programma della BlogFest di Riva del Garda, che si è conclusa domenica scorsa. L’incontro con una rappresentanza di blogger – eravamo in tutto una trentina o poco più – è stato organizzato dalla società Digital PR all’interno di una serie di iniziative di cui si sta rendendo protagonista la Telecom: il discorso restaurato di Gandhi, il blog AvoiComunicare, le chat organizzate con personaggi dal calibro internazionale. Tornando all’incontro con Bernabè, l’impressione complessiva che ho avuto è

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Spore: quando la biologia incontra la fantasia

Non sono precisamente un appassionato di videogiochi (che Doom mi perdoni): nella mia vita ho subito la passione solo per alcuni videogiochi. Però c’è n’è uno che sta seriamente incrinando questa mia atarassia da videogiocatore. E’ Spore, da poco disponibile nei negozi. Spore, ovvero cosa succede quando SimCity e The Sims cominciano a starti stretti e Civilizations ti sembra troppo complicato. Spore è un videogioco di simulazione creato dal miglior game designer del genere, ovvero Will Wright (autore di tutti i videogiochi sopra citati escluso Civilizations). L’idea è semplice: dar vita ad una creatura e poi seguirne lo sviluppo fino alla sua completa evoluzione e – perchè no – sviluppo di una civiltà. Fa parte di una lunga serie di videogiochi basati sulla simulazione: da Life di John Conway a Creatures. Senza parlare della letteratura relativa alla zoologia fantastica resa celebre da Borges: dai bestiari medievali fino ai rinogradi passando

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© Davide Bennato