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Nuove forme di giornalismo investigativo: il giornalismo computazionale

Che internet abbia cambiato il giornalismo è un fatto. Che i blog abbiano modificato il giornalismo, è sotto gli occhi di tutti. Che le forme web 2.0 di ricerca di informazione e dati stiano dando vita a nuovi modi di intendere l’articolo giornalistico sta diventando sempre più realtà. Ho già parlato altrove del Twitter giornalismo, adesso è ora del giornalismo computazionale. James Hamilton direttore del DeWitt Wallace Center for Media and Democracy presso la Duke University, ha coniato il neologismo “giornalismo computazionale” che consiste nell’utilizzo di sofisticate applicazioni informatiche in grado di aiutare il lavoro di indagine del giornalista (ma anche del semplice cittadino informato). In pratica il datamining applicato alla produzione di notizie. La riflessione di Hamilton deriva da un’osservazione da economia dei media: dato che produrre inchieste e reportage giornalistici è attività costosa, laboriosa e spesso non pagata in proporzione dagli investitori pubblicitari, è preferibile usare tecnologie digitali

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Datamining il giuramento di Obama

Il giuramento di Obama La visualizzazione del giuramento con Photosynth (CNN: The Moment) Photosynthing Obama’s oath from Davide Bennato on Vimeo. La tagcloud del discorso (ManyEyes) Il wordtree del discorso (ManyEyes) L’uso delle parole dentro Twitter (TwitterVenn) L’editing della voce Wikipedia “Barack Obama 2009 presidential inauguration“(WikiRage) I post di Tumblr contenenti una delle parole Obama/inauguration/speech (Tumblr Trends) Le parole postate su Twitter connesse alla parola Obama (Tweetag) Il buzz dei blog l’indomani del giuramento di Obama (Blogpulse)

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Visualizzando il momento con Photosynth

Se c’è una cosa che ormai è sotto gli occhi dei navigatori più addentro al web 2.0, è il fatto che l’elezione di Barack Obama sta diventando una scusa per comunicare in maniera completamente diversa sia il prossimo nuovo presidente degli Stati Uniti, che le capacità informative dei social media. Se non ci credete potete dare un’occhiata qui e qui. Ad ogni modo l’idea più pazzesca di tutte (secondo un appassionato di social media analysis) l’ha tirata fuori il sito della CNN. Il progetto di chiama “The Moment” (il momento) ed è promosso dalla CNN.com in collaborazione con Photosynth. In pratica consiste nello scattare una serie di foto – con fotocamere o telefonini poco importa – durante il giuramento che Obama farà come 44simo presidente degli Stati Uniti che si svolgerà il 20 gennaio prossimo (il momento, appunto). Una volta scattate le foto devono essere inviate alla CNN che oltre

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© Davide Bennato