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Bersani o Morgan? Chiedilo ai mercati predittivi

Cosa sono i mercati predittivi? La questione è lunga. Detto in due parole sono un modo per prevedere eventi futuri che usano la metafora del mercato azionario per raccogliere le opinioni delle persone. In pratica tu ti iscrivi ad un mercato tipo quello finanziario che ti chiede qualcosa, e la tua risposta consiste nell’acquistare azioni della risposta che consideri giusta: tanto più azioni acquisti, tanto più considererai giusta la risposta. Se tante persone giocano nello stesso mercato, allora ci sono buone possibilità che l’azione col prezzo più alto (ovvero la risposta che è stata maggiormente “comprata”) è anche quella che si verificherà esattamente. Se volete saperne di pù consiglio di leggere diversi post che ho scritto sul tema: qui potete trovare le slide del mio intervento al RomeCamp che spiegano un po’ cosa sono e come funzionano, qui invece un post con il quale ho provato (con successo) a prevedere

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Come crescono i social media (in tempo reale)

Uno dei mantra del web 2.0 o social media che dir si voglia, è relativo alla crescita nell’uso sociale di questo ambiente. Infatti sempre più spesso questa società di marketing o quella società di ricerca rilasciano report che cercano di dare un quadro sufficientemente articolato sul tema dei contenuti user geneated che vengono prodoti nelle decine di piattaforme ascrivibili ai social media. Il problema è quello di rendere comprensibile in tasso di cescita di questi contenuti, dato che spesso alla dimensione quantitativa del numero, manca la dimensione cronocologica del fattore tempo. La grafica animata che vedete sopra è un aiuto in questo senso. Infatti il Gary’s Social Media Count è un applet interattivo (embeddabile) che rende bene l’idea della vertiginosa crescita dei contenuti prodotti nelle diverse piattaforme di social media, da Youtube a Facebook ai blog. Infatti questo applet dice quanti UGC vengono prodotti nel momento in cui lo stesso

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STOC: l’universo delle aziende di S&P

Uno dei settori che produce dati in quantita esagerata è soprattutto l’economia, nella fattispecie quella finanziaria relativa alle borse valori con il suo paraphernalia di indici, dati grezzi, proiezioni e così via dicendo. Per chi lavora con questi dati è un problema poterli analizzare, un po’ per la loro complessità (non del dato in sè, ma delle quantità), un po’ perchè è difficile gestire contemporaneamente decine di variabili diverse. Il filmato che vedete sopra si chiama STOC che è l’acronimo di Stock Ticker Orbital Comparison ed è un progetto di data visualization molto interessante. In pratica il progetto consente di rappresentare in un ambiente dinamico con diverse variabili in interazione l’universo dei dati relativi alle società che fanno parte dell’indice Standard e Poor’s 500. Usando la metafora della navigazione nello spazio siderale il progetto riesce così a rappresentare diverse variabili contemporaneamente come il volume delle contrattazioni (la distanza fra i

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I contenuti generati dagli utenti parlano sempre più italiano

La Forrester Research qualche anno fa (2007) ha messo a punto un sistema di analisi il cui scopo è quello di rendere conto della complessità degli utenti dei social media. Su tecnoetica ne ho già parlato qui. Infatti tutti sanno che i social media users non sono uguali: si va dal semplice fruitore di contenuti generati dagli utenti, al produttore di contenuti tout court. Forrester ha rappresentato questa diversa forma di partecipazione come se gli utenti fossero collocati su una scala: dal livello di partecipazione più alto a quello più basso. Recentemente sono stati rilasciati i dati del 2009 che confermano un trend piuttosto interessante: la crescita degli utenti italiani attivi è sempre più progressiva e costante. Il grafico interattivo di sopra permette di vedere il peso percentuale degli utenti definiti creators (creatori) sul totale degli utenti italiani. Ovviamente ancora vale la famosa (e criticatissima) regola 1-9-90 di Jacob Nielsen,

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Scegliere l’università americana tramite infografica

Best 100 Colleges Installer [infopusher: Virtu@learn/Alessio Pellegrini]

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Le forme della scienza online (ovvero esiste un Facebook per i ricercatori scientifici?)

Le forme della scienza online View more documents from Davide Bennato. Venerdì scorso sono stato ospite dell’associazione Observa, che mi ha invitato a tenere un seminario (interno) sul tema della scienza e delle piattaforme dei social media (scienza 2.0, per intenderci). L’argomento l’avevo già trattato in un altro seminario che ho tenuto a dicembre 2008 per conto dell’associazione di cui sono socio fondatore(ed ex vicepresidente) STS Italia. A differenza di quella volta, mi sono concentrato su un paio di casi studio interessanti. Il primo è la storia di Anthony Garrett Lisi, giovane fisico appassionato di surf (come Kary Mullins, padre della PCR, per intenderci quella cosa che usano a CSI per analizzare in DNA del colpevole), il quale ha scombussolato il mondo della fisica proponendo una tanto semplice quanto bella teoria del tutto, che si è attirata l’ammirazione (e l’odio) dei colleghi, anche se ancora non è stata pubblicata, ma

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© Davide Bennato