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Prime uve, il bicchiere e la sezione aurea

Qualche giorno fa sono stato ospite delle cantine Bonaventura Maschio in occasione di un evento indirizzato ai foodblogger e organizzato per sensibilizzare sul concetto di acquavite d’uva. Il sottoscritto certamente non è un foodblogger nè – tantomeno – un esperto di distillati: c’è chi meglio di me ha saputo raccontare la giornata, con accuratezza rispetto alla componente relativa alla cultura enogastronomica. C’è stato però un aspetto relativo all’innovazione che mi ha profondamente colpito, e una volta raccontata la cosa, cercherò di dire anche perchè. Cominciamo con un paio di informazioni di contesto sul mercato dei distillati a base d’uva (mi scuso in anticipo per le inevitabili imprecisioni). Nella seconda metà degli anni ’80, il prodotto di “acquavite d’uva” era un prodotto pressochè inesistente nel panorama dei distillati, anche perchè il prodotto di punta era senza dubbio la grappa derivante dalla distillazione di vinaccia d’uva (prodotto secco) mentre l’acquavite è un

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Shosholoza: esercizi di stile

University of Florida Men’s Glee Club: Tshotsholoza Reveille Men’s Chorus: Tshotsholoza (con controcanto gospel) Ladysmith Black Mambazo: Shosholoza (arrangiamento pop) Ipi nTombi: Shosholoza (arrangiamento stile Boney M) Peter Gabriel: Shosholoza (arrangiamento world music) The Drakensberg Boys Choir: Shosholoza (la versione antoniano meticcio) Stanford Talisman: Shosholoza (la versione live) Star Choir of the Star for Life project: Gärdebylåten/Shosholoza (la variante melting pot) Paolo Filidei e il coro Etno-Jazz dell’Associazione Polifonica G.Monaco di Livorno: Shosholoza (la versione jazz) Walter Rizzati: Ciocio-Ciociolosa (dalla colonna sonora de “Io sto con gli ippopotami”) I tre da Berlino: Shosholoza (improvvisazione stradale) Il coro Afrikaans: Shosholoza (la versione con i bambini) Free State Stadium, Bloemfontein: Shosholoza (il ruggito dello stadio)

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Google Buzz: evoluzione naturale del web sociale

Nel numero in distribuzione oggi (e liberamente scaricabile dal sito) della testata di free press DNews, c’è un articolo interessante a firma di Angelo Di Mambro in cui viene fatto il punto sulle nuove strategie che spingono nella direzione dei social network la posta elettronica, strategie che accomunano il lancio di servizi come Google buzz e la nuova casella di posta di Yahoo. Nell’articolo di spalla c’è una rapida riflessione del sottoscritto su come stia cambiando il concetto di motori di ricerca e come si stiano diffondendo strategie miste tecnologiche e sociali per migliorare la perfermance del ranking di questi servizi. Se avete dei commenti da fare, sarei felice di riceverli. DNews-Google Buzz Intervista Bennato

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Social network e dintorni sull’Espresso

Qualche settimana fa sono stato contattato da Federico Ferrazza – giornalista dell’Espresso – per una serie di domande sul successo di Facebook in Italia a scapito di MySpace. L’articolo prende spunto da una ricerca fatta da Liquida in collaborazione con Human Highway sullo stato dei social media in Italia e rilasciata alla fine del 2009. Chi segue tecnoetica sa che mi sono occupato dell’argomento diverse volte, perciò per me è stato un piacere scambiare quattro chiacchiere con Federico (per scoprire tra l’altro che ci eravamo conosciuti ad una Venice Session di Telecom!) Ad ogni modo l’articolo è nel numero dell’Espresso attualmente in edicola, comunque trovate il risultato della nostra chiacchierata qui in calce al post. Mentre per i curiosi che vogliono rileggere i post di tecnoetica, trovano qui il link sulle dinamiche di crescita di Facebook e qui il post sui social network come metafore di spazi sociali. Ogni commento

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© Davide Bennato