Qualche giorno fa sono stato ospite delle cantine Bonaventura Maschio in occasione di un evento indirizzato ai foodblogger e organizzato per sensibilizzare sul concetto di acquavite d’uva. Il sottoscritto certamente non è un foodblogger nè – tantomeno – un esperto di distillati: c’è chi meglio di me ha saputo raccontare la giornata, con accuratezza rispetto alla componente relativa alla cultura enogastronomica. C’è stato però un aspetto relativo all’innovazione che mi ha profondamente colpito, e una volta raccontata la cosa, cercherò di dire anche perchè. Cominciamo con un paio di informazioni di contesto sul mercato dei distillati a base d’uva (mi scuso in anticipo per le inevitabili imprecisioni). Nella seconda metà degli anni ’80, il prodotto di “acquavite d’uva” era un prodotto pressochè inesistente nel panorama dei distillati, anche perchè il prodotto di punta era senza dubbio la grappa derivante dalla distillazione di vinaccia d’uva (prodotto secco) mentre l’acquavite è un
(continua)…

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