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Social media ed eventi culturali: video, slide e fotogallery del seminario FAI a Catania

[AGGIORNAMENTO 12/05/2012] Slideshow di foto e slide su Repubblica.it thanks to Turi Caggegi. Martedì 8 maggio sono stato invitato dal Gruppo Giovani della delegazione FAI di Catania a tenere un seminario dal titolo “Come comunicare un evento culturale attraverso i social media“. Il seminario, che si è svolto in una delle splendide sale dell’Orto Botanico di Catania è stato pensato con una componente teorica (cos’è una stategia di promozione, come progettare una social media strategy) e una componente laboratoriale (come aprire un blog WordPress, come usare Twitter, come promuovere attraverso Pinterest). I circa 100 posti della sala, si sono riempiti rapidamente, tanto che alcuni ritardatari si sono visti costretti a restare in piedi. L‘uditorio era piuttosto eterogeneo: persone del FAI di Catania, giornalisti, studenti e laureandi (dei miei corsi ma non solo), curiosi, giovani professionisti della scena social catanese, imprenditori, media locali (come UStation e RadioLab). A proposito di UStation,

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Pisa e Catania: due città, tre incontri sui social media

Attenzione: questo è un vanity post (nel senso che riguarda essenzialmente tre incontri mi riguardano da vicino) Il primo evento riguarda Pisa. Grazie al gentile invito dell’amica e collega Roberta Bracciale, venerdì 4 maggio 2012, alle ore 12.00 terrò un seminario di studio alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa dal titolo “La sfida dei social media alla società delle reti“. L’incontro si terrà nell’aula magna (via Colombo, 35) ed illustrerà alcuni dei temi che ho affrontato nel mio libro “Sociologia dei media digitali“. Sempre venerdì 4 maggio 2012, alle 16.00 parteciperò al Festival delle Radio Universitarie (#FRU12 su Twitter) ad una tavola rotonda dal titolo “L’IN…formazione sostenibilità 2.0” al Polo didattico Carmignani (piazza dei Cavalieri) L’incontro sarà moderato da Romeo Perrotta (Ustation) e vedrà la partecipazione di Simona Salvi (FEMI, Altratv), Diego Barsotti (Greenreporter) ed altri esponenti del mondo delle Radio Universitarie Internazionali. Cercheremo di rispondere alla domanda: Le

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Perchè Gutenberg mi fa schifo

L’altro giorno osservavo un mio amico molto più giovane di me e molto erudito che leggeva un libro, il Sidereus Nuncius, di quelli prodotti con l’artificio di quel tale Gutenberg: la stampa. Quasi ad ogni pagina, quindi senza pausa, leggeva e rileggeva la grande quantità di parole dal suono volgare che provenivano da quelle fredde lettere figlie del piombo. Più ancora del loro suono sgraziato e della mancanza di rispetto della retorica classica, si sa la tecnica non concede spazio all’humanitas, mi ha colpito l’assoluta vacuità dei ragionamenti: la natura era qualcosa di calcolabile, priva della luce della grandezza divina e non veniva lasciato nessuno spazio allo splendore del creato. Era come se la stampa meccanica (mai come in questo caso espressione della technè) rendesse artificiose le forme del creato, la bellezza del cosmo, incapace di sondare la grandezza divina. Nessuna sintesi possibile, nessuna sfumatura, zero possibilità che dal gracchiare

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Quei follower sono veri o sono falsi? Truthy lo sa

Gli italiani in questi ultimi mesi, stanno facendo una sbornia di Twitter. Infatti Twitter è senza dubbio la piattaforma social media che ha attirato maggiormente l’interesse dell’opinione pubblica italiana non necessariamente legata alle culture digitali. VIP, attori, giornalisti, cantanti, calciatori: ormai è piuttosto trendy avere (ed usare) un account Twitter, grazie anche alla voglia che hanno gli italiani di diventare follower del proprio VIP preferito. Un ruolo a parte hanno i politici: anche loro sono entrati nel meccanismo e abbiamo assistito in questi mesi ad una crescita esponenziale dei parlamentari twitteri. Quello che desta in alcuni casi qualche sospetto è che i parlamentari italiani hanno un successo di follower piuttosto altalenante. In pratica mentre è chiaro che i politici più mediatizzati hanno un tasso di crescita dei follower piuttosto costante, alcuni meno presenti sulla ribalta alternano periodi in cui i follower crescono lentamente con periodi di crescita repentina. Il buonsenso

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Ciao Lucio: la morte di Lucio Dalla vista da Twitter

Lo scorso 1 marzo 2012 è morto improvvisamente per un infarto il famoso cantautore italiano Lucio Dalla, in Svizzera mentre stava preparando la tappa del suo prossimo tour. La notizia è stata data in anteprima da Il Resto del Carlino, che l’ha pubblicata sul sito della testata e rapidamente ha fatto il giro della rete grazie alla potenza virale di Twitter. A dire il vero anche su Facebook la notizia ha cominciato ha circolare intorno alle 12.30, pochi minuti dopo la breaking news del Resto del Carlino, ma senza dubbio è stato Twitter a diffondere la notizia, confermando così la sua anima di social media newstream. Su Twitter si sono succedute rapidamente prima la notizia della morte. che è diventata rapidamente trending topic di giovedì 1 marzo, poi sono apparsi due hashtag – #luciodalla e #ciaolucio – che hanno etichettato i tweet sull’argomento. Come spesso capita stavo davanti al computer

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iPad, Twitter e calcio: una questione di potere

Qualche tempo fa sono stato contattato da Antonio Carotenuto, giornalista di Repubblica, che mi chiede un’intervista sulla questione calcio e tecnologia (iPad in panchina, divieto per i calciatori di Twitter e Facebook e così via). Nonostante l’intervista si dovesse svolgere telefonicamente, ho chiesto di poterla fare per email: un po’ perché all’epoca stavo negli USA e a causa del fuso orario non era facile fare una chiacchierata telefonica, un po’ perché mi sono accorto che l’argomento sarebbe stato complesso da trattare a voce, meglio la riflessione della pagina scritta (nel senso elettronico del termine).   Così è stato: le domande sono arrivate (molto ben documentate e con specifiche questioni da affrontare) e perciò mi sono trovato a rispondere su un tema che è molto più delicato di quanto potessi immaginare.

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Regala un libro a Natale: Sociologia dei media digitali

Mi rendo conto che il titolo è smaccatamente promozionale, ma in questo periodo sto promuovendo il mio libro e quindi sono nel mood del marketing. Una domanda potrebbe essere: perché diavolo regalare (o regalarsi) un saggio su internet, social media e social network? Se avete la pazienza di leggere questo post posso spiegarlo. Quale giorno fa la casa editrice Laterza ha pubblicato il mio nuovo libro dal titolo Sociologia dei media digitali. E già questa mi sembra una frase quantomeno curiosa perché presuppone che io sforni i libri a ritmo continuo, mentre in realtà è il mio secondo libro dopo ben 9 anni dalla pubblicazione del primo. Il mio primo libro è stato Le metafore del computer (Meltemi, Roma, 2002) e risentiva moltissimo della mia impostazione di sociologo della scienza e della tecnologia e  - soprattutto – parlava di computer e non di internet. Lo scopo di quel libro era rispondere ad una domanda precisa:

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Bottlenose ovvero una dashboard per Twitter piuttosto speciale

Ritorno alla scrittura del blog dopo qualche settimana di assenza. Un po’ per il mio viaggio negli States (lunga storia, avrò modo di dire), un po’ per le attività promozionali per il mio ultimo libro Sociologia dei media digitali (anche di questo avrò modo di dire). Partiamo da un’osservazione assolutamente banale: Twitter in Italia sta crescendo a ritmi piuttosto consistenti. Le avvisaglie ci sono tutte: arrivo dell’early majority sulla piattaforma, la crescita degli account verificati di persone del mondo dello spettacolo e della politica (e su questo consiglio di dare un’occhiata all’Osservatorio social VIP del mio amico Stefano Chiarazzo), la stampa che prende i “virgolettati” dai tweets, persino il nome di una trasmissione di varietà a mo’ di hashtag (mi riferisco a #ilpiugrandespettacolodopoilweekend di Fiorello). A questo punto la domanda: come usare Twitter nel modo più professionale ed efficiente? Risposta: Bottlenose.

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Ingredienti per una catastrofe comunicativa: neutrini, tunnel, gaffe, Twitter

Anche i più distratti saranno al corrente della notizia, grazie anche alla copertura che ha avuto dai mass media (in particolare La7 , RaiTre, SkyTG24: di altri telegiornali non ho informazioni). Ma chi è meno avvezzo alle dinamiche della rete non credo che abbia idea della catastrofe comunicativa che la vicenda ha avuto (oppure si: se è stata coperta perfino dalla tv, non senza malizia dato che è succcesso ad un Ministro della Repubblica). Comunque solo per gli onori della cronaca (e per quando il post verrà letto tra qualche tempo), provo a fare una rapida sintesi della vicenda. A seguito del celebre esperimento di qualche giorno fa al CERN, in cui dei neutrini sono stati lanciati oltre la velocità della luce, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, Mariastella Gelmini, ha ritenuto bene di fare un comunicato stampa con cui esprime il suo plauso al gruppo italiano dell’INFN coinvolto nella ricerca che

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Cascade: il 3D per visualizzare la diffusione delle notizie su Twitter

Twitter è senza dubbio uno strumento per la diffusione delle news: lo dicono varie ricerche, lo dico anch’io nel mio studio fatto in collaborazione con Hassen (Benhotman) e Alessandro (Panconesi). Quello che è interessante è capire in che modo si diffondono le news: quale il contributo dei retweet? [risp.: dipende] Serve davvero avere milioni di follower? [risp.: no] Project Cascade è un progetto del New York Times che ha lo scopo di visualizzare in forma tridimensionale la circolazione delle notizie del quotidiano su Twitter. Per rendere conto delle dinamiche delle news, il progetto ha sviluppato dei video che rappresentano tridimensionalmente come si muovono i link delle news del NYT.

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© Davide Bennato