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Google è Superman, Facebook è Batman

Uno dei modi migliori per rendere conto dell’allure dei social media, è usare una metafora. La metafora funziona come un aforisma che – secondo Karl Kraus – non è mai corrispondente alla verità: o è mezza verità o è una verità e mezza. Come hanno fatto alcuni, paragonando i social media del 2011 ad una classe di college americano. Il sito College Humor ha pubblicato una divertente infografica che prova  a paragonare i social media protagonisti del 2011 ai personaggi della Justice League, un gruppo di supereroi che si è inventata la DC Comics qualche tempo fa per rilanciare l’immagine di alcuni suoi personaggi “classici” come Superman o Batman. In questa infografica, Google è Superman (un supereroe che ha tantissime capacità), mentre Facebook è Batman (un eccentrico giovane milionario). Ma chi sono – per esempio – Wonder Woman o Lanterna verde?

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La classe 2011 dei social media

E se i i più importanti social media del 2011 fossero una classe delle superiori? Chi sarebbero i compagni di classe? Chi i secchioni? Chi gli sportivi? La domanda non è particolarmente intelligente, ma è la metafora alla base di una curiosa infografica di Flowtown che si chiede – appunto – What if social media were a highschool? Fate le vostre ipotesi e verificate, in questo ipotetico annuario, se c’avete azzeccato

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La guerra dei motori di ricerca. Chi vince. Chi perde.

I motori di ricerca, servizi sicuramente utili all’epoca del boom del web, sono diventati tipici e indispensabili nel complesso mondo del web partecipativo. Più correttamente dovrei dire “che è diventato tipico e indispensabile”, in quanto pur esistendo diversi motori di ricerca (generalisti), ormai c’è n’è uno che domina in maniera incondizionata. Le due grafiche qui in basso dicono chi è il vincitore di questa guerra e qual è la storia – tragica – del suo principale competitor. Domanda semplice semplice: di chi sto parlando? [Infopusher: Inspiredmag]

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L’analisi quantitativa dei comportamenti degli utenti online

Giusto una settimana fa, ho avuto modo di partecipare alla Lectio Magistralis del prof. Prabhakar Raghavan, direttore dei Yahoo! Labs, invitato dal direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università La Sapienza Alessandro Panconesi. L’oggetto della Lectio dal titolo “The Quantitative analysis of User Behaviour online” è stato quello di sottolineare la necessità per l’informatica di avvalersi dell’alleanza fra scienze sociali ed economiche. Attraverso una interessante carrellata di esempi (alcuni noti ai lettori di tecnoetica), come gli esperimenti sul fenomeno Small Worlds, i mercati culturali artificiali, la struttura dell’influenza in Twitter, i modelli di come gli utenti vedono i risultati dei motori di ricerca, i mercati predittivi, il prof. Raghavan ha fissato alcune idee chiave molto interessanti per quello che potremmo chiamare una sociologia computazionale: 1. L’attuale uso dei cicli di calcolo dei computer non è destinato alla computazione, bensì alla comunicazione 2. Il web è un’ottimo strumento per osservare il comportamento

(continua)…

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Cartografia immaginaria dei social network: ieri e oggi

Cartografia dei social network ieri [XKCD] Cartografia dei social network oggi [Flowtown]

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Google Buzz: evoluzione naturale del web sociale

Nel numero in distribuzione oggi (e liberamente scaricabile dal sito) della testata di free press DNews, c’è un articolo interessante a firma di Angelo Di Mambro in cui viene fatto il punto sulle nuove strategie che spingono nella direzione dei social network la posta elettronica, strategie che accomunano il lancio di servizi come Google buzz e la nuova casella di posta di Yahoo. Nell’articolo di spalla c’è una rapida riflessione del sottoscritto su come stia cambiando il concetto di motori di ricerca e come si stiano diffondendo strategie miste tecnologiche e sociali per migliorare la perfermance del ranking di questi servizi. Se avete dei commenti da fare, sarei felice di riceverli. DNews-Google Buzz Intervista Bennato

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Microhoo o Yahoosoft?

Cosa accadrebbe se Yahoo accettasse l’offerta di Microsoft?

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© Davide Bennato