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Auguri di Buona Pasqua

Pubblicato il 7 aprile 2012, da in Pasqua.
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Coca Cola o Coca Colla? Bollicine attente all’effetto Streisand

Sapete perché la sulle ambulanze la scritta anteriore è messa in versione speculare? Perché così con gli specchietti retrovisori delle macchine è possibile leggerla “al dritto”. In questo modo, se arriva un veicolo a velocità sparata con sirene e lampeggianti, nessun automobilista può confonderlo con il camioncino che consegna i giornali, grazie alla scritta anteriore speculare.   E’ più o meno questo il ragionamento che devono aver fatto i legali della Coca Cola di Atlanta quando hanno deciso di mandare un paio di lettere intimando la chiusura del sito ColaColla.it, per evitare che il povero consumatore potesse essere tratto in inganno. La storia è questa.

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Regala un libro a Natale: Sociologia dei media digitali

Mi rendo conto che il titolo è smaccatamente promozionale, ma in questo periodo sto promuovendo il mio libro e quindi sono nel mood del marketing. Una domanda potrebbe essere: perché diavolo regalare (o regalarsi) un saggio su internet, social media e social network? Se avete la pazienza di leggere questo post posso spiegarlo. Quale giorno fa la casa editrice Laterza ha pubblicato il mio nuovo libro dal titolo Sociologia dei media digitali. E già questa mi sembra una frase quantomeno curiosa perché presuppone che io sforni i libri a ritmo continuo, mentre in realtà è il mio secondo libro dopo ben 9 anni dalla pubblicazione del primo. Il mio primo libro è stato Le metafore del computer (Meltemi, Roma, 2002) e risentiva moltissimo della mia impostazione di sociologo della scienza e della tecnologia e  - soprattutto – parlava di computer e non di internet. Lo scopo di quel libro era rispondere ad una domanda precisa:

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Steve Jobs è morto. Sociologia di un genio

Prendo in prestito il titolo di un eccezionale libro di uno dei più grandi sociologi della cultura, ovvero di Norbert Elias, il quale fece una grande operazione intellettuale solo all’apparenza controintuitiva. Per studiare la figura di Wolfgang Amadeus Mozart, Elias decise di fare una analisi sociologica, il che è un ossimoro: perché la sociologia è una scienza delle collettività non delle individualità. Cercherò di fare la stessa operazione, con Steve Jobs, morto ieri 6 ottobre 2011. Ovviamente non con la stessa intelligenza. Diciamo che cercherò di ispirarmi ad un modello. E come nelle migliori tradizioni sociologiche esprimo la mia posizione. Sono un utente Windows soddisfatto,  soprattutto nella sua variante “design” dei Sony Vaio. Dal punto di vista mobile sono un utente Apple: in quanto sono un heavy user sia di iPhone che di iPad e su questi aggeggi non mi tiro indietro dal fare l’influencer con i miei contatti (mia

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Ingredienti per una catastrofe comunicativa: neutrini, tunnel, gaffe, Twitter

Anche i più distratti saranno al corrente della notizia, grazie anche alla copertura che ha avuto dai mass media (in particolare La7 , RaiTre, SkyTG24: di altri telegiornali non ho informazioni). Ma chi è meno avvezzo alle dinamiche della rete non credo che abbia idea della catastrofe comunicativa che la vicenda ha avuto (oppure si: se è stata coperta perfino dalla tv, non senza malizia dato che è succcesso ad un Ministro della Repubblica). Comunque solo per gli onori della cronaca (e per quando il post verrà letto tra qualche tempo), provo a fare una rapida sintesi della vicenda. A seguito del celebre esperimento di qualche giorno fa al CERN, in cui dei neutrini sono stati lanciati oltre la velocità della luce, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, Mariastella Gelmini, ha ritenuto bene di fare un comunicato stampa con cui esprime il suo plauso al gruppo italiano dell’INFN coinvolto nella ricerca che

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La videobiografia di Steve Jobs: da hippy a lato oscuro del computer

Steve Jobs ha rassegnato le dimissioni da Apple, lasciando il timone della società al suo braccio destro Tim Cook. E’ questa una delle notizie più importanti della settimana non solo per chi si occupa di mercato dell’informatica, ma chi è attento ai fenomeni sociali e culturali, oltre che ai possessori di MacBook, iPod, iPhone, iPad. E sono tanti. Diversi e variegati i tributi al visionario imprenditore e alla sua creatura imprenditoriale. Fra tutti però spicca un curioso video prodotto dalla  Next Media Animation (NMA).

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Pittogrammi biografici: vite di personaggi illustri in infografica

La vulgata sul design distingue due strategie alla base della creatività: aggiungere o sottrarre. Aggiungere, vuol dire inserire dettagli e altri riferimenti grafici per aumentare la complessità di un progetto. Togliere è il processo attraverso cui si riduce all’essenziale il concetto sotteso ad una idea. I pittogrammi sono un esempio di questa seconda strategia e spesso lo storytelling basato su di essi è assolutamente semplice e straordinario. Come nel caso dei typodesign sulle vite di personaggi illustri dell’agenzia H-57.

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Primo Ministro Cameron, il caso Facebook non è tuo

Due le notizie di questa settimana: la “grecizzazione” dell’Italia economica appartenente all’eurozona e i disordini nel Regno Unito, che la stampa ha etichettato come London Riots (i disordini di Londra). Ed è questo secondo evento che ha attirato la mia attenzione, anche perchè del primo oltre a spaventarmi e a sollecitare le mie personalissime opinioni, non mi permette di far altro. Il Primo Ministro David Cameron, nel discorso che ha tenuto al parlamento inglese ieri sera, ha fatto il punto della situazione sui disordini scoppiati a Londra (e via via contagiati per il resto della Gran Bretagna) e ha ribadito che le misure per il controllo saranno ispirate al pugno duro (cosa aspettarsi da un conservatore?). Le misure per il contenimento dei disordini prevedono – tra le altre cose – il diritto dei poliziotti a rivelare il viso di chi si nasconde dietro cappelli, sciarpe, maschere (e qui l’immaginazione corre

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Una cosa divertente che rifarei volentieri (con opportuni caveat)

Prendo in prestito (modificato) un bel titolo di un celebre libro di David Foster Wallace per raccontare di un’esperienza straniante che mi è capitata ieri. Giusto ieri – infatti – sono stato ospite della trasmissione Estate in diretta, condotta da Marco Liorni e Lorella Landi, che altro non è che la versione vacanziera della celebre La vita in diretta, condotta su Rai1 da Lamberto Sposini. Ho fatto parte di un rapido talk show – siparietto, mi verrebbe da dire – che aveva come tema Facebook, condotto da Lorella Landi. E fin qui niente di male. In questo mio ruolo di esperto di cose della rete, ero accompagnato da Paolo Bottazzini, autore di un bel libro su Google e dintorni dal titolo Googlecrazia. Dopo averci microfonato, abbiamo atteso dietro le quinte il nostro ingresso in studio. Gli ospiti – vari rappresentanti del mondo dello spettacolo e delle istituzioni, con tanto di sacerdote –

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Greenpeace contro il lato oscuro di Volkswagen

Una pubblicità bellissima ha un vantaggio e un rischio: Il vantaggio è che diventi un virale e prosegua la campagna di marketing del brand. Il rischio è che possa diventare fonte di ispirazione per gli oppositori del brand. La pubblicità della Passat con il piccolo Darth Vader ha subito entrambi i destini. Greenpace infatti l’ha usata come concept per la sua campagna di sensibilizzazione contro Volkswagen, come è possibile vedere dai video in fondo a questo post.

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© Davide Bennato