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La cultura dei makers: hackerismo flessibile, taylorismo riflessivo, hardware come app

Qualche giorno fa si è svolto a Roma l’incontro World Wide Rome – The Makers Edition, un evento che ha chiamato a raccolta i cosiddetti makers, ovvero gli hacker dei prodotti. L’evento ha visto un gran numero di speaker italiani e stranieri. Guest star senza dubbio Chris Anderson (Direttore di Wired USA e autore del libro/teoria The Long Tail), Dale Dougherty (direttore di Make, la rivista dei costruttori fai da te) e Massimo Banzi (autore del progetto di elettronica open source Arduino) che hanno tenuto alto l’interesse del pubblico per tutta la prima parte della mattinata. Il pomeriggio non è stato da meno con le storie di makers italiani, un buon numero dei quali usciti dall’ (EX) Interaction Design Institute di Ivrea (dove – per inciso – anch’io ho tenuto un seminario molti anni fa) Le storie interessanti erano tantissime e per tutti i gusti. Chi aveva fuso il suo

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Open data e democrazia ovvero la politica può essere basata su prove empiriche?

Un paio di mesi fa è uscito il nuovo numero (il 9 per la precisione) della rivista Brand Care Magazine, dove curo una rubrica su tecnologia, cultura e società. Il tema del numero è quello delle Comunità creative, declinate secondo diverse forme: narrazione, satira, marketing, foodblogging. Io ho affrontato il tema degli Open Data con un articolo dal titolo “Evidence Based Democracy. Gli open data come strumento di democrazia” L’idea che cerco di sostenere è che gli open data possono essere considerati un passo ulteriore verso una nuova forma di democrazia partecipativa, dove “partecipazione” vuol dire anche mettere a punto degli strumenti per monitorare attraverso i dati l’operato della pubblica amministrazione, a tutti i livelli.

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Opensanremo ovvero basta a televoti e giurie fantasma

Oggi inizia il Festival di Sanremo: un evento culturale degno del nome, vuoi perché è una delle poche manifestazioni nazionalpopolari con una precisa identità nazionale, vuoi perché polarizza le opinioni fra chi la odia e chi l’apprezza (ama, mi sembra esagerato). Io faccio parte di quelli che l’apprezzano, anche se devo ringraziare il fatto che la guardo a computer aperto su  Facebook, Twitter, Friendfeed attivi per commenti, osservazioni e tutto il resto. Quest’anno oltre ai suddetti, avrò uno strumento in più: Opensanremo, progetto della società Busk.fm. Il ragionamento è piuttosto semplice.

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Il 2010 visto attraverso le statistiche dei servizi web 2.0

Una delle conseguenze dell’uso che noi facciamo dei servizi web 2.0 è il fatto che il nostro comportamento d’uso viene tracciato e archiviato. Questo universo di dati è spesso usato per descrivere tendenze, modi d’uso e argomenti che hanno caratterizzato l’uso delle piattaforme dei social media nel corso dell’anno. Qui in basso troverete le statistiche relative al 2010 dell’uso di tre diversi servizi: Google e le tendenze di ricerca (Google Zeitgeist in versione interattiva), Twitter e le informazioni che hanno circolato durante l’anno (Twitter Year in review), Facebook e gli argomenti più “conversati” (Facebook Memology), Slideshare e l’uso fatto delle presentazioni (Slideshare Zeitgeist). Piccola annotazione. Ai più non sarà sfuggito che il termine più usato per cogliere l’anno è Zeitgeist, parola tedesca che vuol dire “spirito del tempo” e che è stata resa celebre dalla filosofia idealistica di Hegel. SlideShare Zeitgeist 2010 View more presentations from Rashmi Sinha.

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Ricercatori scientifici fra social network e iPad

Oggi sono a Trieste, in occasione della prima edizione di Mappe, un progetto frutto del laboratorio di Comunicazione della Scienza della SISSA (Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati), luogo celebre per la sua attenzione alla scienza in tutte le sue declinazioni, compresa la dimensione comunicativa. Mappe è un evento che ha come scopo quello di focalizzare l’attenzione sulle dinamiche della scienza e dell’innovazione nel XXI secolo, e per fare questo sono previste una serie di attività che sono iniziate lo scorso martedì 23 novembre e finiranno sabato 27. Qui i curiosi potranno trovare il programma della manifestazione. Questa prima edizione di Mappe, ha avuto come linee guida alcuni temi strategici per il futuro prossimo: giornalismo scientifico e potere nel XXI secolo, evoluzione e biodiversità, la scienza e i social networks, la scienza a teatro e per le strade della città. Fra le diverse attività che costellano queste giornate, Mappe è

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Comunicare la scienza: da SuperQuark alla crowd science

Ieri sono stato ospite dell’INFN della sezione di Firenze. E’ un posto molto interessante così come sono interessanti i progetti di ricerca che vanno dalla fisica applicata alle opere d’arte fino ai temi dell’ambiente. Sono stato invitato in occasione dei consigli di sezione – un momento di corrdinamento interno per quel che ho capito – perchè durante queste riunioni talvolta è previsto un breve seminario su vari argomenti. Il mio intervento dal titolo “La comunicazione della scienza fra masss media e social media”, ha avuto lo scopo ad illustrare in maniera ordinata le tematiche più importanti dell’attuale dibattito sulla comunicazione della scienza. In particolare le idee che ho sostenuto sono state: 1. La scienza è un sistema che comunica: infatti paper, convegni, seminari, incontri, workshop, riviste, sono tutti strumenti che fasnno parte integralmente del processo della ricerca scientifica (tema classico della sociologia della scienza). 2. La scienza nei mass media

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L’analisi quantitativa dei comportamenti degli utenti online

Giusto una settimana fa, ho avuto modo di partecipare alla Lectio Magistralis del prof. Prabhakar Raghavan, direttore dei Yahoo! Labs, invitato dal direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università La Sapienza Alessandro Panconesi. L’oggetto della Lectio dal titolo “The Quantitative analysis of User Behaviour online” è stato quello di sottolineare la necessità per l’informatica di avvalersi dell’alleanza fra scienze sociali ed economiche. Attraverso una interessante carrellata di esempi (alcuni noti ai lettori di tecnoetica), come gli esperimenti sul fenomeno Small Worlds, i mercati culturali artificiali, la struttura dell’influenza in Twitter, i modelli di come gli utenti vedono i risultati dei motori di ricerca, i mercati predittivi, il prof. Raghavan ha fissato alcune idee chiave molto interessanti per quello che potremmo chiamare una sociologia computazionale: 1. L’attuale uso dei cicli di calcolo dei computer non è destinato alla computazione, bensì alla comunicazione 2. Il web è un’ottimo strumento per osservare il comportamento

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Il teorema di Bayes alla prova dei Mondiali di Calcio

I Mondiali di Calcio sono una delle occasioni più ghiotte per sperimentare tecniche di previsione (e fare pubblicità alle società di consulenza che usano queste tecniche). Anche perchè non solo gli italiani si sentono esperti di Calcio che – in quanto tale – vogliono dire la propria. Le slide qui in basso sono la spiegazione di come funziona World Cup 2010 di Bayesia (una società di consulenza francese che usa tecniche bayesiane). Sopra lo screenshot del servizio interattivo. Già un paio di post fa avevo segnalato un altro strumento che applica il teorema di Bayes ai Mondiali di Calcio di Sudafrica 2010. In pratica si fanno previsioni sulla probabilità di vittoria/pareggio/sconfitta della squadra A sulla squadra B, facendo attenzione però che le previsioni (espresse in forma percentuale) facciano come totale 100%. Poi si aggregano tutte le previsioni e si applica un algoritmo che implementa un sistema esperto con regole bayesiane.

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Sociologia di Twitter

Sociologia di Twitter View more presentations from Davide Bennato. Da Twttr a Twitter, Una crescita esponenziale degli account a partire dal 2007, L’impennata di un ecosistema di servizi sviluppati da terze parti, La prevalenza della fascia demografica dei giovani adulti, La consistente presenza delle donne, Chi ha più follower, scrive più tweets ma fino ad un certo “punto di saturazione” L’influenza su Twitter deve essere attentamente costruita, Le notizie su Twitter hanno un ciclo di vita sui 3/4 giorni Un ruolo delicato nel caso dell’elezioni in Iran di giugno 2009, Twitter come predittore del successo dei film al botteghino Sono solo alcune delle risultanze delle ricerche che hanno studiato Twitter – per lo più di impostazione informatica – e che ho raccontato e commentato durante i due giorni di seminario tenuto all’Università IULM di Milano dal titolo “Sociologia di Twitter”, ospitato dal corso di “Mass media, New Media e Società

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© Davide Bennato