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Friday ovvero la peggior canzone mai cantata

Il piacere di far parte della cultura che gravita intorno ai social media è sicuramente la possibilità di vedere alcuni fenomeni nel momento stesso in cui prendono forma. Un esempio tipico di coinvolgimento in real time è la nascita e la diffusione dei video virali di Youtube e il caso di Rebecca Black è uno di questi. Rebecca Black è una ragazzina di 13 anni, che grazie all’investimento di un paio di migliaia di dollari da parte dei suoi genitori (verrebbe da dire un anticipo sulle paghette prossime), ha deciso di investirle nella Ark Music Factory per la produzione del video musicale di una canzone da lei interpretata e facente parte del pacchetto all inclusive della Ark.

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Concerto per affettatrice, rasoio elettrico e frullatore

Ci sono molti modi per usare gli elettrodomestici, ed uno di questi potrebbe essere usarli come strumento. Non è una novità, ormai, grazie alla voglia di fare video d’effetto (giusto per non chiamarli “virali”) oppure usando proprio il montaggio dei video come sistema musicale, esistono diversi esperimenti. Quello di Michael Petermann è uno di questi.

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Esercizi di Stile: Toccata e fuga in Re minore di Johann Sebastian Bach

Non sono un grande esperto di musica classica (ahimè), ma ho una serie di passioni musicali, tra l’altro non particolarmente originali. Vivaldi, Hendel, Mozart (come potrebbe mancare) e qualcosina del periodo romantico. Ma vado pazzo per le sofisticate architetture matematico-geometriche delle fughe di Bach. Ovviamente ho conosciuto Bach attraverso i film horror della Hammer e di lì mi sono innamorato della musica per organo (ma anche clavicembalo: ben temperato, of course). Bach è quanto di più matematico esiste per l’orecchio: basta ascoltare le sue fughe (ma non solo) per riconoscere modelli, schemi, strutture ed elementi ricorsivi. Non è un caso che un libro molto famoso della seconda metà degli anni ’90 che rifletteva su logica e intelligenza artificiale è

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Viral Sanremo 2011: Ti Sputtanerò

Ieri sera sono stato davanti la tv (e il portatile con il browser puntato su Opensanremo), per seguire il 61 Festival della Canzone Italiana, detto Festival di Sanremo. In sè poco da dire: scenografia imponente, big già visti, conduzione di Gianni Morandi un po’ grigia, vallette – Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis – altrettanto grigie (e in alcuni momenti poco sopportabili tipo Belen che dialogava col papà dal palco), Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu un eziandio fuori posto (sembravano provenire per caso da un altro show, tipo Le Iene). Però c’è stato un momento di brivido extra-gara, che alla luce dei commenti della socialmediasfera di oggi può essere tranquillamente eletto a momento viral della serata.

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Opensanremo ovvero basta a televoti e giurie fantasma

Oggi inizia il Festival di Sanremo: un evento culturale degno del nome, vuoi perché è una delle poche manifestazioni nazionalpopolari con una precisa identità nazionale, vuoi perché polarizza le opinioni fra chi la odia e chi l’apprezza (ama, mi sembra esagerato). Io faccio parte di quelli che l’apprezzano, anche se devo ringraziare il fatto che la guardo a computer aperto su  Facebook, Twitter, Friendfeed attivi per commenti, osservazioni e tutto il resto. Quest’anno oltre ai suddetti, avrò uno strumento in più: Opensanremo, progetto della società Busk.fm. Il ragionamento è piuttosto semplice.

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Esercizi di stile: il potere della soggettiva

Per tutti quelli che conosco da poco il mio blog – o che ci sono capitati per caso – presento la mia rubrica preferita: esercizi di stile. Qui di solito inserisco una collezione di video che hanno in comune qualcosa: un’idea, una versione di un brano  e così via dicendo. E’ chiaro che il titolo della rubrica, che di solito pubblico il sabato, è una doverosa citazione di chi ha fatto arte dell’idea di raccontare una storia in 99 modi diversi: Raymond Queneau Oggi parlo di video sul concetto della soggettiva Buon divertimento Lily Allen: Fuck you Prodigy: Smack my bitch up The Guardian: Point of view (campagna pubblicitaria) Doom: la scena della soggettiva finale Shining: la corsa nel corridoio

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Blackberry Way ovvero Tutta mia la città: esercizi di stile

Blackberry Way: The Move Blackberry Way: The Move (television live version) Tutta mia la città: Equipe 84 Tutta mia la città: Equipe 84 (Live) Tutta mia la città: Equipe 84 (da Per voi giovani) Tutta mia la città: i Trolls Tutta mia la città: Giuliano Palma e i Bluebeaters (variante Ska) Tutta mia la città: The Bastard Sons of Dioniso (variante Rock)

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Sinestesie Musicali Digitali: il video

Sinestesie Musicali digitali View more presentations from Davide Bennato. Ne ho già parlato qui, ma mi sembrava una buona occasione per mettere video e slide insieme. La fonte – ovviamente – è il sito di Ignite Italia.

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Un fine settimana tra Ignite e Girl Geek

Sinestesie Musicali digitali View more presentations from Davide Bennato. Conclusione di settimana dinamica per il sottoscritto. Cominciamo con il primo evento. Ignite Italia 20 slide, 15 secondi, 5 minuti. Sono gli ingredienti di un formato interessante: ovvero l’ignite, un modo affascinante per esporre idee, soluzioni e consigli. In pratica l’oratore deve parlare – di quello che crede – usando un totale di 20 slide che scorrono automaticamente ogni 15 secondi, per un totale di 5 minuti di speech. Questa originale formula di presentazione è stata portata a Roma in occasione dell’Ignite Global Week lo scorso giovedì 4 marzo 2010 dal progetto Ignite Italia che fa riferimento alla società Elastic e al suo deus-ex-machina Nicola Mattina. La serata è stata ricca di interventi – la cultura dei manga, i flash mob, la reputazione e la rete, android contro iPhone, cucina e km zero – ed è stata arricchita da un numero

(continua)…

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Shosholoza: esercizi di stile

University of Florida Men’s Glee Club: Tshotsholoza Reveille Men’s Chorus: Tshotsholoza (con controcanto gospel) Ladysmith Black Mambazo: Shosholoza (arrangiamento pop) Ipi nTombi: Shosholoza (arrangiamento stile Boney M) Peter Gabriel: Shosholoza (arrangiamento world music) The Drakensberg Boys Choir: Shosholoza (la versione antoniano meticcio) Stanford Talisman: Shosholoza (la versione live) Star Choir of the Star for Life project: Gärdebylåten/Shosholoza (la variante melting pot) Paolo Filidei e il coro Etno-Jazz dell’Associazione Polifonica G.Monaco di Livorno: Shosholoza (la versione jazz) Walter Rizzati: Ciocio-Ciociolosa (dalla colonna sonora de “Io sto con gli ippopotami”) I tre da Berlino: Shosholoza (improvvisazione stradale) Il coro Afrikaans: Shosholoza (la versione con i bambini) Free State Stadium, Bloemfontein: Shosholoza (il ruggito dello stadio)

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© Davide Bennato