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Quale il futuro del giornalismo online

Venerdì scorso sono stato ospite del VEGA (VEnice GAteway) parco scientifico e tecnologico di Venezia per un incontro dal titolo “Blog e giornalismo: sinonimi o contrari?” organizzato dal  dal “Centro Studi New Media e Nuove Tecnologie applicate all’informazione” dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto. Lo scopo dell’incontro: discutere sul futuro della professione giornalistica sul web, in un contesto i cui cambiano modelli editoriali, di business, stili narrativi e così via. Oltre al sottoscritto, relatori di questa interessante giornata sono stati Galatea (autrice del blog Il Mondo di Galatea) sulle tecniche di scrittura e progettazione di contenuti per acchiappare pubblico,  e Paolo Valenti AKA Wolly (praticamente l’uomo che ci permette di avere WordPress localizzato in italiano) Mi sembra un ottimo inizio per la settimana che vedrà protagonista il giornalismo grazie all’apertura del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, dove moltissimi dei temi che ho accennato durante il seminario saranno trattati dai protagonisti

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Perchè Gutenberg mi fa schifo

L’altro giorno osservavo un mio amico molto più giovane di me e molto erudito che leggeva un libro, il Sidereus Nuncius, di quelli prodotti con l’artificio di quel tale Gutenberg: la stampa. Quasi ad ogni pagina, quindi senza pausa, leggeva e rileggeva la grande quantità di parole dal suono volgare che provenivano da quelle fredde lettere figlie del piombo. Più ancora del loro suono sgraziato e della mancanza di rispetto della retorica classica, si sa la tecnica non concede spazio all’humanitas, mi ha colpito l’assoluta vacuità dei ragionamenti: la natura era qualcosa di calcolabile, priva della luce della grandezza divina e non veniva lasciato nessuno spazio allo splendore del creato. Era come se la stampa meccanica (mai come in questo caso espressione della technè) rendesse artificiose le forme del creato, la bellezza del cosmo, incapace di sondare la grandezza divina. Nessuna sintesi possibile, nessuna sfumatura, zero possibilità che dal gracchiare

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Ciao Lucio: la morte di Lucio Dalla vista da Twitter

Lo scorso 1 marzo 2012 è morto improvvisamente per un infarto il famoso cantautore italiano Lucio Dalla, in Svizzera mentre stava preparando la tappa del suo prossimo tour. La notizia è stata data in anteprima da Il Resto del Carlino, che l’ha pubblicata sul sito della testata e rapidamente ha fatto il giro della rete grazie alla potenza virale di Twitter. A dire il vero anche su Facebook la notizia ha cominciato ha circolare intorno alle 12.30, pochi minuti dopo la breaking news del Resto del Carlino, ma senza dubbio è stato Twitter a diffondere la notizia, confermando così la sua anima di social media newstream. Su Twitter si sono succedute rapidamente prima la notizia della morte. che è diventata rapidamente trending topic di giovedì 1 marzo, poi sono apparsi due hashtag – #luciodalla e #ciaolucio – che hanno etichettato i tweet sull’argomento. Come spesso capita stavo davanti al computer

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iPad, Twitter e calcio: una questione di potere

Qualche tempo fa sono stato contattato da Antonio Carotenuto, giornalista di Repubblica, che mi chiede un’intervista sulla questione calcio e tecnologia (iPad in panchina, divieto per i calciatori di Twitter e Facebook e così via). Nonostante l’intervista si dovesse svolgere telefonicamente, ho chiesto di poterla fare per email: un po’ perché all’epoca stavo negli USA e a causa del fuso orario non era facile fare una chiacchierata telefonica, un po’ perché mi sono accorto che l’argomento sarebbe stato complesso da trattare a voce, meglio la riflessione della pagina scritta (nel senso elettronico del termine).   Così è stato: le domande sono arrivate (molto ben documentate e con specifiche questioni da affrontare) e perciò mi sono trovato a rispondere su un tema che è molto più delicato di quanto potessi immaginare.

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La costruzione della storia nel data journalism

Il data journalism è quel particolare genere giornalistico che usa infografiche, visualizzazione dei dati, statistiche e altri strumenti numerici per raccontare una storia o svolgere un reportage. Una delle più famose – e attive – redazioni giornalistiche che si occupano del data journalism è sicuramente quella del Guardian. Pertanto non potevano non scrivere una storia su quale siano le fasi per la messa a punto di un pezzo di data journalism, rappresentato graficamente da una presentazione con Prezi.

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Ricordarsi di dimenticare: note a margine di un convegno su oblio, reputazione, privacy

Ieri sono stato alla Sala Conferenze di Piazza Monte Citorio per partecipare al convegno dal titolo La memoria lunga della rete. Privacy, reputazione e diritto all’oblio nell’era di internet, organizzato da Anso (Associazione Nazionale Stampa Online) e Cnr-IIT (Istituto di Informatica e Telematica), quest’ultimo organizzatore delle conferenze Igf (Internet Governance Forum) in Italia (a cui ho avuto modo di partecipare un paio di anni fa). Interessante il tema del rapporto fra memoria e internet, che mi è capitato di affrontare almeno in due diverse occasioni: in senso generale e in senso un po’ più seminariale (qui il paper). Coordinato dal bravo Guido Scorza (Istituto per le Politiche dell’Innovazione), sul palco si sono succeduti diversi interventi. L’introduzione è toccata a Stefano Rodotà, che ha illustrato le diverse modalità su cui si sta muovendo su questi temi la comunità europea (Viviane Reding è stata un vero convitato di pietra del convegno) seguendo

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Cascade: il 3D per visualizzare la diffusione delle notizie su Twitter

Twitter è senza dubbio uno strumento per la diffusione delle news: lo dicono varie ricerche, lo dico anch’io nel mio studio fatto in collaborazione con Hassen (Benhotman) e Alessandro (Panconesi). Quello che è interessante è capire in che modo si diffondono le news: quale il contributo dei retweet? [risp.: dipende] Serve davvero avere milioni di follower? [risp.: no] Project Cascade è un progetto del New York Times che ha lo scopo di visualizzare in forma tridimensionale la circolazione delle notizie del quotidiano su Twitter. Per rendere conto delle dinamiche delle news, il progetto ha sviluppato dei video che rappresentano tridimensionalmente come si muovono i link delle news del NYT.

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2027 anno dell’estinzione dei quotidiani in Italia

Future Exploration Network è un’organizzazione di ricerca e consulenza strategica che si occupa di analizzare i possibili scenari del futuro del globo. Attraverso una rete di esperti interni e consulenze esterne, forniscono analisi e studi a diverse organizzazioni. Tra i loro clienti CocaCola, Deutsche Telekom, Virgin, Microsoft, Unilever. Diversi sono i temi su cui si muovono e il loro poster (nel senso scientifico del termine: studio e visualizzazione) più recente è una cronologia dell’estinzione dei giornali cartacei.

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Storia interattiva delle proteste nel Maghreb

Una delle notizie che maggiormente hanno calamitato i giornali nelle ultime settimane e che hanno portato alla situazione attuale di guerra con la Libia per la deposizione di Gheddafi, è senza dubbio è la rivolta dei paesi del Maghreb. Partendo dalla Tunisia è iniziato un moto di protesta civile e sociale che, tra le altre cose, ha portato alla deposizione di Mubarak e recentemente ha incendiato il Bahrain. Per raccontare le vicende, ogni testata ha usato una sua strategia: quella più affascinante è senza dubbio quella del Guardian.

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Cassano Story in 6 minuti

In questi giorni Antonio Cassano è tornato agli onori delle cronache in quanto ha appena firmato un contratto col Milan. Per chi si fosse persa la saga dell’ex giocatore del Bari, vengono in aiuto i soliti geni di Beautiful Lab, il progetto di Sky (in collaborazione con Tiwi e Effecinque) che attraverso una visualizzazione con la tecnica del labirinto/gioco dell’oca, riescono a raccontare fenomeni complessi secondo il principio “la Realtà come Soap“. Infatti il nome del Lab di Sky è dovuto alla capacità che hanno avuto di raccontare le circa 6.000 puntate di Beautiful in soli 6 minuti e mezzo. Ho mostrato il video qui. Per tacere della splendida animazione fatta per raccontare la storia del tormentato rapporto tra Berlusconi e Fini, nonché la lunga storia che dal PCI ha portato al PD. Qui in basso il video: Cassano e le cassanate. Buon divertimento

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© Davide Bennato