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Primo Ministro Cameron, il caso Facebook non è tuo

Due le notizie di questa settimana: la “grecizzazione” dell’Italia economica appartenente all’eurozona e i disordini nel Regno Unito, che la stampa ha etichettato come London Riots (i disordini di Londra). Ed è questo secondo evento che ha attirato la mia attenzione, anche perchè del primo oltre a spaventarmi e a sollecitare le mie personalissime opinioni, non mi permette di far altro. Il Primo Ministro David Cameron, nel discorso che ha tenuto al parlamento inglese ieri sera, ha fatto il punto della situazione sui disordini scoppiati a Londra (e via via contagiati per il resto della Gran Bretagna) e ha ribadito che le misure per il controllo saranno ispirate al pugno duro (cosa aspettarsi da un conservatore?). Le misure per il contenimento dei disordini prevedono – tra le altre cose – il diritto dei poliziotti a rivelare il viso di chi si nasconde dietro cappelli, sciarpe, maschere (e qui l’immaginazione corre

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Una cosa divertente che rifarei volentieri (con opportuni caveat)

Prendo in prestito (modificato) un bel titolo di un celebre libro di David Foster Wallace per raccontare di un’esperienza straniante che mi è capitata ieri. Giusto ieri – infatti – sono stato ospite della trasmissione Estate in diretta, condotta da Marco Liorni e Lorella Landi, che altro non è che la versione vacanziera della celebre La vita in diretta, condotta su Rai1 da Lamberto Sposini. Ho fatto parte di un rapido talk show – siparietto, mi verrebbe da dire – che aveva come tema Facebook, condotto da Lorella Landi. E fin qui niente di male. In questo mio ruolo di esperto di cose della rete, ero accompagnato da Paolo Bottazzini, autore di un bel libro su Google e dintorni dal titolo Googlecrazia. Dopo averci microfonato, abbiamo atteso dietro le quinte il nostro ingresso in studio. Gli ospiti – vari rappresentanti del mondo dello spettacolo e delle istituzioni, con tanto di sacerdote –

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Esercizi di stile: 1984, lo spot del lancio del Macintosh

Ho raccolto in questo post tutta una serie di parodie, citazioni, remake del famoso spot della Apple “1984″, di cui ho già avuto modo di parlare. E’ uno spot classico che fa parte integrante della geek culture: è stato citato e usato da moltissimi (Futurama, Simpsons, Lego, Half Life 2…) Se ne conoscete degli altri, segnalatemeli pure. L’originale La parodia di Futurama [lo spot della PlanEx]

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Apple: chi di conformismo ferisce di conformismo perisce

E’ andato in onda solo una volta durante il Superbowl del 1984. E’ girato da quello che sarebbe diventato il più famoso regista di SF: Ridley Scott. E’ considerato uno dei migliori spot di tutti i tempi. E’ stato il primo esempio di pubblicità moderna per il mondo dell’informatica. Credo che molti abbiano capito di cosa sto parlando. E’ 1984, il famoso spot della Apple con cui lanciava uno dei personal computer più fortunati di sempre: il Macintosh. Lo spot è celeberrimo perché si ispira apertamente al romanzo di George Orwell e al personaggio del Grande Fratello. La scena vede una donna vestita in maniera colorata che corre fra persone grigie e conformiste contro uno schermo da cui un personaggio fa proclami in una sorta di neolingua celebrando il nuovo mondo dell’informazione. Famosa la celebre chiusura che annunciava perché il 1984 non sarebbe stato come “1984″. I critici dell’epoca, vollero vedere un’accusa di

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Stuxnet: dissezione video di un’arma informatica

Incipit da Settimana Enigmistica, per chiudere con uno splendido video infografico Forse non tutti sanno che alcuni programmi informatici sono rubricati come armi. Si, armi: e non nel senso metaforico del termine, ma nel senso compiuto del termine. I frequentatori della cultura informatica ricorderanno il caso del software per crittografare PGP (Pretty Good Privacy) di Phil Zimmermann, quest’ultimo accusato dal governo USA di esportare armi per aver voluto diffondere in forma open source questo potente strumento crittografico. Stuxnet invece è un caso un po’ diverso. Infatti è un virus del computer che ha caratteristiche che lo rendono una vera e propria arma da cyberwar. Quali sono queste caratteristiche?

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Esercizi di stile: la sigla di Fringe

A giudicare dal trailer che sta andando in tv, la prossima puntata di Fringe in onda su Italia1 (7 marzo 2011) sarà l’episodio “Peter” (seconda stagione, episodio 16), che oltre a rivelare alcune cose sul passato del dott. Bishop, ha la sigla iniziale (tecnicamente: opening credits) che è in stile anni ’80. A mio avviso è geniale, perché è tutto anni ’80: la grafica, i font, persino le tecnologie citate (che ormai sono standard nel XXI secolo che stiamo vivendo, più o meno). Inoltre ho l’impressione che ci sia una “citazione” nascosta (ovviamente visibile solo per fanatici di serie TV sci-fi anni ’80) Mi sembrava un ottimo contributo per la mia (non-)rubrica esercizi di stile PS: non perdetevi l’ultimo video con la parodia della sigla… Buon divertimento

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Viral Sanremo 2011: Ti Sputtanerò

Ieri sera sono stato davanti la tv (e il portatile con il browser puntato su Opensanremo), per seguire il 61 Festival della Canzone Italiana, detto Festival di Sanremo. In sè poco da dire: scenografia imponente, big già visti, conduzione di Gianni Morandi un po’ grigia, vallette – Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis – altrettanto grigie (e in alcuni momenti poco sopportabili tipo Belen che dialogava col papà dal palco), Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu un eziandio fuori posto (sembravano provenire per caso da un altro show, tipo Le Iene). Però c’è stato un momento di brivido extra-gara, che alla luce dei commenti della socialmediasfera di oggi può essere tranquillamente eletto a momento viral della serata.

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Opensanremo ovvero basta a televoti e giurie fantasma

Oggi inizia il Festival di Sanremo: un evento culturale degno del nome, vuoi perché è una delle poche manifestazioni nazionalpopolari con una precisa identità nazionale, vuoi perché polarizza le opinioni fra chi la odia e chi l’apprezza (ama, mi sembra esagerato). Io faccio parte di quelli che l’apprezzano, anche se devo ringraziare il fatto che la guardo a computer aperto su  Facebook, Twitter, Friendfeed attivi per commenti, osservazioni e tutto il resto. Quest’anno oltre ai suddetti, avrò uno strumento in più: Opensanremo, progetto della società Busk.fm. Il ragionamento è piuttosto semplice.

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Il discorso di fine anno del Presidente Napolitano

Giovani, futuro, opportunità, Napoli, paese reale. Sono queste le parole chiave che potrebbero descrivere il discorso che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha tenuto all’Italia per fare i suoi auguri di Buon 2011. Dato che a leggere i titoli dei giornali di oggi, soprattutto le dichiarazioni (di apprezzamento) dei politici, non è chiaro quale siano stati i punti centrali del discorso, mi sembrava interessante iniziare l’anno con un approccio più “scientifico” alla questione. Grazie a Massimo Mantellini, ho scaricato il pdf del discorso del Presidente Napolitano e ne ho fatto un paio di analisi: la tagcloud per vedere tipo e frequenza di parole utilizzate, e la wordtree per verificare in che contesto le varie parole sono state utilizzate. Lascio a chi interessato il compito di vedere quali siano stati i temi affrontati da Giorgio Napolitano.

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© Davide Bennato