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La cultura dei makers: hackerismo flessibile, taylorismo riflessivo, hardware come app

Qualche giorno fa si è svolto a Roma l’incontro World Wide Rome – The Makers Edition, un evento che ha chiamato a raccolta i cosiddetti makers, ovvero gli hacker dei prodotti. L’evento ha visto un gran numero di speaker italiani e stranieri. Guest star senza dubbio Chris Anderson (Direttore di Wired USA e autore del libro/teoria The Long Tail), Dale Dougherty (direttore di Make, la rivista dei costruttori fai da te) e Massimo Banzi (autore del progetto di elettronica open source Arduino) che hanno tenuto alto l’interesse del pubblico per tutta la prima parte della mattinata. Il pomeriggio non è stato da meno con le storie di makers italiani, un buon numero dei quali usciti dall’ (EX) Interaction Design Institute di Ivrea (dove – per inciso – anch’io ho tenuto un seminario molti anni fa) Le storie interessanti erano tantissime e per tutti i gusti. Chi aveva fuso il suo

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Steve Jobs è morto. Sociologia di un genio

Prendo in prestito il titolo di un eccezionale libro di uno dei più grandi sociologi della cultura, ovvero di Norbert Elias, il quale fece una grande operazione intellettuale solo all’apparenza controintuitiva. Per studiare la figura di Wolfgang Amadeus Mozart, Elias decise di fare una analisi sociologica, il che è un ossimoro: perché la sociologia è una scienza delle collettività non delle individualità. Cercherò di fare la stessa operazione, con Steve Jobs, morto ieri 6 ottobre 2011. Ovviamente non con la stessa intelligenza. Diciamo che cercherò di ispirarmi ad un modello. E come nelle migliori tradizioni sociologiche esprimo la mia posizione. Sono un utente Windows soddisfatto,  soprattutto nella sua variante “design” dei Sony Vaio. Dal punto di vista mobile sono un utente Apple: in quanto sono un heavy user sia di iPhone che di iPad e su questi aggeggi non mi tiro indietro dal fare l’influencer con i miei contatti (mia

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Oscar e botteghino: caratteristiche dei film

Per chiunque abbia un benchè minimo interesse per il mondo del cinema, sa che esiste una controversia inerente al rapporto critica cinematografica e popolarità. Ovvero: perché i film più maltrattati dai critici sono i film più amati dal pubblico, mentre i film apprezzati dalla critica non sempre incontrano il favore del pubblico? Non è facile rispondere a questa domanda (nel senso che ognuno ha la sua risposta), ma un buon approccio potrebbe essere una verifica empirica di questa affermazione. Ovvero: quali sono le caratteristiche dei film che piacciono ai critici e quali le caratteristiche dei film che hanno il maggior successo al botteghino?

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SanValentino datamining: mercato, diamanti e cellulari piccanti

Oggi è san Valentino, la celebre festa che nonostante abbia una sua consistenza storica, in realtà è stata re-inventata a tavolino per motivi commerciali (sociologicamente il processo si chiama “invenzione della tradizione“). La cosa in realtà non è un problema particolare, d’altronde esistono festività più o meno religiose completamente assorbite dalle strategie del marketing (leggi: Halloween). Dato che è un rituale collettivo consumeristico, mi sembra interessante dedicare alla festività una serie di visualizzazioni che rendono conto di alcuni processi sociali. Cominciamo con i processi economici.

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Foursquare o del successo dei social network georeferenziati

Sicuramente una dlele tendenze più interessanti del 2010 è stato la crescita e lo sviluppo dei social network location based, altrimenti detti georeferenziati. Sono quella generazione di social network che – forti degli smartphone dotati di GPS – consentono la creazione di una rete a partire dalla propria localizzazione geografica.

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Il 2010 visto attraverso le statistiche dei servizi web 2.0

Una delle conseguenze dell’uso che noi facciamo dei servizi web 2.0 è il fatto che il nostro comportamento d’uso viene tracciato e archiviato. Questo universo di dati è spesso usato per descrivere tendenze, modi d’uso e argomenti che hanno caratterizzato l’uso delle piattaforme dei social media nel corso dell’anno. Qui in basso troverete le statistiche relative al 2010 dell’uso di tre diversi servizi: Google e le tendenze di ricerca (Google Zeitgeist in versione interattiva), Twitter e le informazioni che hanno circolato durante l’anno (Twitter Year in review), Facebook e gli argomenti più “conversati” (Facebook Memology), Slideshare e l’uso fatto delle presentazioni (Slideshare Zeitgeist). Piccola annotazione. Ai più non sarà sfuggito che il termine più usato per cogliere l’anno è Zeitgeist, parola tedesca che vuol dire “spirito del tempo” e che è stata resa celebre dalla filosofia idealistica di Hegel. SlideShare Zeitgeist 2010 View more presentations from Rashmi Sinha.

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Vaffancola e il naming dei soft drinks

L’altro giorno girando in motorino, ad un semaforo un camion ha attirato la mia attenzione, tanto da spingermi a scattare una foto col telefonino che vi propongo qui in basso. Sono rimasto piuttosto stupito nello scoprire che la Vaffancola, questa bevanda dal nome che si lascia facilmente ricordare (sembra uscita da un album di Elio e le Storie Tese), ha invece una sua storia che parte dal 2008 così come ho scoperto da un vecchio numero di Carta (l’inserto de Il Manifesto) che ho trovato online e che vi riporto integralmente. Il Manifesto/Carta: il caso Vaffancola Per i curiosi, qui potranno trovare il link al Gruppo Facebook. Mi sembra un’ottima scusa per riproporre questa famosa infografica sulla differenza fra Pop/Coke/Soda nelle diverse zone degli Stati Uniti PS: Il nuovo ambiente per la comunicazione virale? La strada. Il nuovo mezzo di comunicazione virale? I camion per il trasporto merci. Cercando “Vaffancola” in

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Come viene usato internet nel mondo?

Una ricerca dai numeri impressionanti: 46 paesi rilevati, ottenendo un database pari a 50.000 interviste che corrisponde all’88% della popolazione mondiale. Sono i dati dello studio di TNS, di cui una parte dei risultati possono essere visti sul sito appositamente progettato per la comunicazione dei dati: Discover Digital Life. La ricerca è la più grande del suo genere ed ha ottenuto una serie di risultati che da una parte confermano trend già identificati da altri studi (magari meno imponenti), dall’altro invece ha rilevato delle tendenze relativamente nuove. Tns drivers of-online_behaviour_OCT10 (TNS) View more presentations from Sociatria.com. Alcuni dei risultati sono stati i seguenti: A livello globale, internet è il primo media channel per coloro che accedono alla rete: Il 61% degli utenti mondiali, lo utilizza giornalmente, contro un 54% che usa la TV, 36% la Radio, 32% la Stampa. I consumatori dei mercati in rapida crescita, hanno superato i mercati

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Dylan Dog e gli orrori della società dei consumi

Estate tempo di fumetti (tra le altre cose). Una delle cose che appaga non poco la mia anima di lettore di fumetti Bonelli – nonchè le mie velleità di collezionista – è la strategia editoriale estiva della casa editrice di Tex, Martin Mystere, Nathan Never ecc. Infatti d’estate tutte – o quasi – le testate Bonelli escono in versione extended, ovvero con speciali, almanacchi, maxi e così via dicendo. Questo post lo dedico al Maxi Dylan Dog, in edicola dal 3 luglio. In questo maxi, l’indagatore dell’incubo deve affrontare tre diverse avventure: in una vede protagonista il piccolo popolo delle leggende nordiche (L’armata di pietra, di Andrea Cavaletto e Montanari & Grassani), in un’altra il palcoscenico è affidato ad un modernissimo supermercato (Fuori Orario di Giovanni Di Gregorio e Montanari & Grassani), nell’ultima è il turno delle strane avventure di uomo comune (Sorvegliato speciale di Luigi Mignacco e Montanari &

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iPad: più interessante sociologicamente che tecnologicamente

Giornata piuttosto intensa oggi, per cui solo ora posso fare questo vanity post Nel numero di oggi di DNews (sia nella versione di Roma che di Milano) c’è un articolo del sempre attento Angelo di Mambro che prende spunto dalla notizia del ritardo della distribuzione di iPad in Europa a causa dell’eccesso di richeista del prodotto nel mercato statunitense. Nell’articolo ci sono anche diversi commenti del sottoscritto a partire dall’idea che iPad (ma in genere tutte le tecnologie della comunicazione interessanti) è più interessante vederlo dal punto di vista sociologico che dal punto di vista tecnologico (e che infatti si è attirato la critica di più di un analista). Buona lettura e se avete dei commenti: fateli DNews: iPad commento Bennato

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© Davide Bennato