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Perchè Gutenberg mi fa schifo

L’altro giorno osservavo un mio amico molto più giovane di me e molto erudito che leggeva un libro, il Sidereus Nuncius, di quelli prodotti con l’artificio di quel tale Gutenberg: la stampa. Quasi ad ogni pagina, quindi senza pausa, leggeva e rileggeva la grande quantità di parole dal suono volgare che provenivano da quelle fredde lettere figlie del piombo. Più ancora del loro suono sgraziato e della mancanza di rispetto della retorica classica, si sa la tecnica non concede spazio all’humanitas, mi ha colpito l’assoluta vacuità dei ragionamenti: la natura era qualcosa di calcolabile, priva della luce della grandezza divina e non veniva lasciato nessuno spazio allo splendore del creato. Era come se la stampa meccanica (mai come in questo caso espressione della technè) rendesse artificiose le forme del creato, la bellezza del cosmo, incapace di sondare la grandezza divina. Nessuna sintesi possibile, nessuna sfumatura, zero possibilità che dal gracchiare

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Steve Jobs è morto. Sociologia di un genio

Prendo in prestito il titolo di un eccezionale libro di uno dei più grandi sociologi della cultura, ovvero di Norbert Elias, il quale fece una grande operazione intellettuale solo all’apparenza controintuitiva. Per studiare la figura di Wolfgang Amadeus Mozart, Elias decise di fare una analisi sociologica, il che è un ossimoro: perché la sociologia è una scienza delle collettività non delle individualità. Cercherò di fare la stessa operazione, con Steve Jobs, morto ieri 6 ottobre 2011. Ovviamente non con la stessa intelligenza. Diciamo che cercherò di ispirarmi ad un modello. E come nelle migliori tradizioni sociologiche esprimo la mia posizione. Sono un utente Windows soddisfatto,  soprattutto nella sua variante “design” dei Sony Vaio. Dal punto di vista mobile sono un utente Apple: in quanto sono un heavy user sia di iPhone che di iPad e su questi aggeggi non mi tiro indietro dal fare l’influencer con i miei contatti (mia

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Apple: chi di conformismo ferisce di conformismo perisce

E’ andato in onda solo una volta durante il Superbowl del 1984. E’ girato da quello che sarebbe diventato il più famoso regista di SF: Ridley Scott. E’ considerato uno dei migliori spot di tutti i tempi. E’ stato il primo esempio di pubblicità moderna per il mondo dell’informatica. Credo che molti abbiano capito di cosa sto parlando. E’ 1984, il famoso spot della Apple con cui lanciava uno dei personal computer più fortunati di sempre: il Macintosh. Lo spot è celeberrimo perché si ispira apertamente al romanzo di George Orwell e al personaggio del Grande Fratello. La scena vede una donna vestita in maniera colorata che corre fra persone grigie e conformiste contro uno schermo da cui un personaggio fa proclami in una sorta di neolingua celebrando il nuovo mondo dell’informazione. Famosa la celebre chiusura che annunciava perché il 1984 non sarebbe stato come “1984″. I critici dell’epoca, vollero vedere un’accusa di

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Salone del libro di Torino: blogger, Donabol e interviste

E’ iniziato il Salone del Libro di Torino: blogger & VIP, i libri della vita e interviste a romanzieri e saggisti durante la manifestazione. Procediamo con ordine. Quale giorno fa sono stato invitato a partecipare al progetto Donabol, organizzato da Bol.it, una delle più famose librerie online, in occasione del Salone del Libro di Torino. Il progetto consiste nello stilare una lista dei libri considerati più importanti da una serie di blogger e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Perchè? Perché l’idea di Donabol è quella di donare dei libri a quattro scuole sparse per l’Italia (Torino, Milano, Napoli, Palermo…a quest’ultima avrei preferito Catania per ovvi motivi), ampliando così le biblioteche di questi istituti con testi considerati votati come importanti. Ovviamente la lista dei blogger e dei VIP è solo una lista di partenza. Chiunque può partecipare indicando la propria top 5 dei libri della vita (un po’

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Visualizzazione dinamica della storia delle esplosioni nucleari

Ogni esplosione nucleare – di pace e di guerra – un suono Ogni scorrere dei mesi: un altro suono. Gli anni che passano: un beep Benvenuti nella visualizzazione dinamica della storia delle esplosioni nucleari. L’opera è frutto dell’ingegno dell’artista grafico giapponese  Isao Hashimoto, che ha voluto in questo modo rappresentare la storia delle esplosioni nucleari. Il video è molto bello perchè da i primi timidi silenzi rotti degli anni 40-50, si passa alla cacofonia degli anni 60-70 in un crescendo dovuto all’aumentare delle esplosioni e all’aumentare dei paesi protagonisti di esplosioni nucleari. Il (relativo) silenzio apparirà alla metà degli anni ’90.

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2027 anno dell’estinzione dei quotidiani in Italia

Future Exploration Network è un’organizzazione di ricerca e consulenza strategica che si occupa di analizzare i possibili scenari del futuro del globo. Attraverso una rete di esperti interni e consulenze esterne, forniscono analisi e studi a diverse organizzazioni. Tra i loro clienti CocaCola, Deutsche Telekom, Virgin, Microsoft, Unilever. Diversi sono i temi su cui si muovono e il loro poster (nel senso scientifico del termine: studio e visualizzazione) più recente è una cronologia dell’estinzione dei giornali cartacei.

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La storia dei social media a vignette

I social media ormai fanno parte integralmente della vita quotidiana degli internauti. Magari qualcuno usa solo Youtube e Facebook, altri  Twitter e FriendFeed: sta di fatto chi chi più chi meno, tutti noi che passiamo buona parte della nostra vita online usiamo le meraviglie del web partecipativo (breve inciso: la dizione “web 2.0″ sta progressivamente scomparendo… o no?) Per i motivi di cui sopra, è sempre interessante fare il punto di come siamo arrivati a tutto questo, per il classico motivo che chi conosce il proprio passato (mediale) sa muoversi meglio nel proprio presente (digitale).

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Storia interattiva delle proteste nel Maghreb

Una delle notizie che maggiormente hanno calamitato i giornali nelle ultime settimane e che hanno portato alla situazione attuale di guerra con la Libia per la deposizione di Gheddafi, è senza dubbio è la rivolta dei paesi del Maghreb. Partendo dalla Tunisia è iniziato un moto di protesta civile e sociale che, tra le altre cose, ha portato alla deposizione di Mubarak e recentemente ha incendiato il Bahrain. Per raccontare le vicende, ogni testata ha usato una sua strategia: quella più affascinante è senza dubbio quella del Guardian.

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L’informatica della soluzione finale ovvero il ruolo del computer nell’Olocausto

Come tutti sanno, oggi è il giorno della memoria, ovvero si celebra il ricordo dell’Olocausto e la data scelta per ricordare questa atrocità della storia umana è l’anniversario dell’apertura dei campi di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio del 1945. Esistono modi diversi per celebrare questa giornata che, per il suo portato storico ed emotivo, sembra essere lontana dall’universo del computer, di internet e dei media digitali.

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La guerra dei motori di ricerca. Chi vince. Chi perde.

I motori di ricerca, servizi sicuramente utili all’epoca del boom del web, sono diventati tipici e indispensabili nel complesso mondo del web partecipativo. Più correttamente dovrei dire “che è diventato tipico e indispensabile”, in quanto pur esistendo diversi motori di ricerca (generalisti), ormai c’è n’è uno che domina in maniera incondizionata. Le due grafiche qui in basso dicono chi è il vincitore di questa guerra e qual è la storia – tragica – del suo principale competitor. Domanda semplice semplice: di chi sto parlando? [Infopusher: Inspiredmag]

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© Davide Bennato