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L’analisi quantitativa dei comportamenti degli utenti online

Giusto una settimana fa, ho avuto modo di partecipare alla Lectio Magistralis del prof. Prabhakar Raghavan, direttore dei Yahoo! Labs, invitato dal direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università La Sapienza Alessandro Panconesi. L’oggetto della Lectio dal titolo “The Quantitative analysis of User Behaviour online” è stato quello di sottolineare la necessità per l’informatica di avvalersi dell’alleanza fra scienze sociali ed economiche. Attraverso una interessante carrellata di esempi (alcuni noti ai lettori di tecnoetica), come gli esperimenti sul fenomeno Small Worlds, i mercati culturali artificiali, la struttura dell’influenza in Twitter, i modelli di come gli utenti vedono i risultati dei motori di ricerca, i mercati predittivi, il prof. Raghavan ha fissato alcune idee chiave molto interessanti per quello che potremmo chiamare una sociologia computazionale: 1. L’attuale uso dei cicli di calcolo dei computer non è destinato alla computazione, bensì alla comunicazione 2. Il web è un’ottimo strumento per osservare il comportamento

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Cartografia immaginaria dei social network: ieri e oggi

Cartografia dei social network ieri [XKCD] Cartografia dei social network oggi [Flowtown]

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Interfacce scientifiche per Iron Man 2

[Fonte: Infosthetics]

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Il cinema prima di Avatar: breve storia degli effetti speciali

Come sapete, questa è la settimana in cui in Italia è attesa l’uscita del colossal di James Cameron Avatar. Gli uffici stampa che si occupano di comunicare l’evento si stanno concetrando su tre leve comunicative: gli effetti speciali, la struttura della storia, il regista (di Titanic) e il suo cast. Per capire l’importanza degli effetti speciali – o meglio – il nuovo concept degli effetti speciali, forse è bene farsi una ripassatina sull’uso degli effetti speciali nel cinema dalla nascita ad oggi. Il video di sopra “Visual Effect: 100 Years of Inspiration” serve a condensare oltre 100 anni di effetti speciali che da Georges Melies via Ray Harryhausen fino alla Industrial Light & Magic. Una carrellata interessante che fa notare come gli effetti speciali non sono solo appannaggio della cinematografia “chiassosa”, ma anche dell’immaginazione quando sono inseriti all’interno di una storia. Il video in basso invece è un’analisi di Joshua

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Lo sapevate? Tanti auguri per un 2010 social

Conoscete la serie dei video “Did You Know?” che raccoglie in formato grafico più che appetibile stastistiche e trend sui media digitali e sui consumi culturali? No? Bene, allora date un’occhiata a questo mio post e guardate il video di cui sopra. Nel frattempo: tanti auguri di Buon Anno

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Sociologia dei mondi virtuali: Second Life, ma non solo

Publish at Scribd or explore others: Presentations Academic Work identity sociology Ieri sera sono stato invitato dall’associazione Nuovi Itinerari Culturali a tenere un seminario su Second Life e dintorni. Il pubblico sarebbe stato un po’ diverso dal classico pubblico a cui si rivolgono questi servizi internet, perciò mi sono chiesto quale potesse essere una leva comunicativa per appassionare la platea. Risposta: una rassegna articolata. Non tutti forse sanno che i mondi virtuali sono in tutto – più o meno – almeno una cinquantina (domanda a bruciapelo: quanti ne sapete citare?) allora mi sono detto di fare una rassegna delle caratteristiche e delle problematiche che queste applicazioni portano con sé Il risultato, aperto da una rapida carrellata dei mondi virtuali resa possibile dal video di Gary Hayes “2008 Metaverse Tour“, lo potete vedere nelle slide di cui sopra. Colgo l’occasione – come dicono i ben parlanti – di ringraziare pubblicamente Antonio

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Sociologia di Facebook ovvero perchè Facebook ha così tanto successo

Partiamo da quella che potremmo chiamare un’evidenza empirica: negli ultimi tempi chiunque abbia un account su Facebook avrà certamente notato come siano aumentati esponenzialmente il numero di persone iscritte e di conseguenza il numero dei propri contatti. Per tacer del fatto che questa piattaforma di social networking abbia avuto nelle ultime settimane una non indifferente copertura mediatica. La domanda a questo punto diventa legittima e pressante: come spiegare il recente successo (italiano) di Facebook? Questa domanda me la sono posta anche perché dalla rivista Internet Magazine mi è arrivata la richiesta di provare a spiegare sociologicamente il fenomeno in vista di uno special su Facebook previsto per dicembre prossimo. Io ho fato uno sforzo di immaginazione sociologica, ho dato una rapida occhiata alla letteratura scientifica sull’argomento (che sta diventando tanta) e ho elaborato un mio modello esplicativo, che passo a sottoporvi. Facebook è diventata di successo per 4 motivi diversi.

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Storia dei mondi virtuali

Una delle notizie delle ultime settimane è sicuramente l’arrivo di Google nei mondi virtuali tridimensionali. Come tutti sanno, il progetto si chiama Lively e si presenta come un pericoloso competitor di Second Life. Pericoloso in quanto può contare su una community già consistente (chi non ha un account Gmail alzi la mano), e su un progetto che qualora fosse in perdita può contare su altre fonti di denaro (vedi alla voce “Youtube”). Lascio ad altri – ben più appassionati ed esperti di me – il compito di recensire dettagliatamente questa creatura dei laboratori di Mountain View, io preferisco concentrarmi sui mondi virtuali. Quella che vedete sopra è la rappresentazione interattiva di una storia dei mondi virtuali che parte dalla pittura panoramica del 1787 arriva fino alla versione beta di Lively (appunto). Se trovate delle mancanze, non disperate: la timeline funziona con la stessa logica dei wiki. Basta avere un account

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© Davide Bennato