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Dal robosauro al droide: evoluzione della tecnologia

Esiste anche la versione estesa in inglese.

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Un fine settimana tra Ignite e Girl Geek

Sinestesie Musicali digitali View more presentations from Davide Bennato. Conclusione di settimana dinamica per il sottoscritto. Cominciamo con il primo evento. Ignite Italia 20 slide, 15 secondi, 5 minuti. Sono gli ingredienti di un formato interessante: ovvero l’ignite, un modo affascinante per esporre idee, soluzioni e consigli. In pratica l’oratore deve parlare – di quello che crede – usando un totale di 20 slide che scorrono automaticamente ogni 15 secondi, per un totale di 5 minuti di speech. Questa originale formula di presentazione è stata portata a Roma in occasione dell’Ignite Global Week lo scorso giovedì 4 marzo 2010 dal progetto Ignite Italia che fa riferimento alla società Elastic e al suo deus-ex-machina Nicola Mattina. La serata è stata ricca di interventi – la cultura dei manga, i flash mob, la reputazione e la rete, android contro iPhone, cucina e km zero – ed è stata arricchita da un numero

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Lo sapevate? Tanti auguri per un 2010 social

Conoscete la serie dei video “Did You Know?” che raccoglie in formato grafico più che appetibile stastistiche e trend sui media digitali e sui consumi culturali? No? Bene, allora date un’occhiata a questo mio post e guardate il video di cui sopra. Nel frattempo: tanti auguri di Buon Anno

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Bohemian Rapsody: esercizi di stile (per Queneau?)

Queen: Bohemian Rapsody (l’originale) The Muppets: Bohemian Rapsody (la variante Muppets Show) The Lego’s: Bohemian Rhapsody (la variante Lego) BD594: Bohemian Rhapsody (la versione computer noise variante old school) Muppets Tonight: Bohemian Rhapsody (la versione Muppet variante old school) The Braids: Bohemian Rapsody (la cover electro) Cheezy Keys: Bohemian Rapsody (La versione a cappella norvegese) Checco Zalone: Mamma/Bohemian Rapsody (la variante Zalone neomelodica) Fusi di testa: Bohemian Rapsody (la variante cinematografico-demenziale) Gerry Phillips: Bohemian Rapsody (la versione mano flatulenta) Mario Paint Composer: Bohemian Rapsody (la versione robo-notazionale) The Ten Tenors: Bohemian Rapsody (la versione dei dieci tenori tedeschi) Les Knoll: Bohemian Rapsody (la variante da organo) Markbow90: Bohemian Rapsody (l’interpretazione dell’oscilloscopio) Lost Rapsody: Bohemian Rapsody (La variante “perduta”) UC Men’s Octet: Bohemian Rhapsody (la versione a cappella)

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Working Capital Camp: l’innovazione parte da sud

L'organizzazione sociale dell'innovazione tecnologica View more presentations from Davide Bennato. Come molti di voi sanno, qualche giorno fa – precisamente il 29 aprile scorso – si è tenuto a Catania il primo barcamp del progetto Working Capital di TelecomItalia, un modo per raccogliere progetti di attività legate al web 2.0 e ai media sociali per valutare la fattibilità da parte di Telecom di trasformare queste idee in imprese. L’evento si è presentato come un vero e proprio road show per partire da Catania alla ricerca di imprese 2.0 da finanziare, avvalendosi dell’aiuto della famosa società di venture capital italiana DPixel, guidata dal sempre brillante ed effervescente Gianluca Dettori (se non vi convince la definizione, andatevi a guardare gli spezzoni delle interviste). Io mi sono sentito parte in causa in questo evento: sia perchè l’organizzava un amico già ferrato su barcamp e tutto il resto come Nicola Mattina (in modalità Elastic)

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Visualizzare Wikipedia come dibattito

Ancora oggi quando faccio le mie lezioni sul web 2.0 e presento il caso dei wiki intesi come strumento per la costruzione collaborativa di un sapere enciclopedico, c’è sempre qualche studente – più polemico, più smaliziato, comunque scettico – che mi fa notare che non possa essere considerato un sapere valido, dato che non si conosce la paternità delle persone che ci scrivono su. Ovvero: come può essere affidabile Wikipedia se chi ci scrive non è certificato per quelle competenze (tra l’altro, mutatis mutandis, è la stessa critica fatta da Civiltà Cattolica a questi strumenti). Di solito la mia reazione è di accettazione della critica, che provvedo a smontare in maniera articolata: la ricerca fatta da Nature che contrappose l’affidabilità di Wikipedia contro l’Enciclopedia Britannica, la presenza di strumenti tecnici che consentono il controllo del wiki-spamming e così via dicendo. Di solito però faccio riflettere sul fatto che le voci

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Wardriving e Natale

Come tutti voi ben sapete (seee…), sono autore di una ricerca su una comunità italiana di wadrivers, ricerca recentemente pubblicata e recensita questa estate su Nova 24 Ora. Ora una mia amica giornalista mi ha chiesto tempo e materiale per fare un articolo approfondito sull’argomento e mi piacerebbe avere il vostro aiuto per promuovere questa particolare cultura tecnologica hacker, perché è interessante, perché ha conseguenze sulla questione dei diritti digitali, perché … si. Volete darmi una mano? Ecco qui tutte le spiegazioni… 1. L’articolo apparirà nel gennaio 2009 su un importante settimanale italiano (per scaramanzia non posso dirlo, ma ovviamente sarete avvisati sul blog) 2. L’idea è la seguente: prendendo spunto dalla mia ricerca sul wardriving (liberamente scaricabile da qui) si vuole illustrare caratteristiche, scopi e potenzialità della cultura wardriving italiana 3. Non si cercherà in alcun modo un tono incriminatorio nei confronti del wardriver, si sottolineerà la differenza tra

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Un seminario sulla scienza 2.0 e un esperimento

Scienza 2.0 e comunità scientifiche online View SlideShare presentation or Upload your own. (tags: socialbookrmark web2.0) Avete mai sentito parlare della scienza 2.0? Detto in maniera ultrasemplificata non è altro che l’uso delle tecnologie tipiche del web 2.0 per facilitare il lavoro del ricercatore scientifico. La questione potrebbe sembrare poco interessante, ma se si considera che è un modo con cui si espandono le reti di collaborazione scientifica nonché un canale con cui i cittadini possono partecipare al processo di costruzione del sapere scientifico allora le cose cambiano prospettiva. Per esempio: lo sapevate che esistono diverse applicazioni tipo Facebook per connettere i ricercatori fra loro? E che esiste un Youtube per la diffusione dei risultati ricerche scientifiche? Tra l’altro un aspetto molto delicato della questione è il cosiddetto open notebook, ovvero la possibilità che gli appunti intermedi di un processo di ricerca vengano pubblicati online e lasciati alla libera utilizzazione

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Zoetrope: browser che viaggia nel tempo

Credo che tutti voi conoscete la Wayback Machine dell’Internet Archive. E’ una applicazione che vi consente di vedere gli screenshot di una serie di servizi internet fin dal loro primo apparire in rete. Zoetrope porta questo concetto ancora più avanti. Sotto il nome Zoetrope si nasconde un progetto di ricerca dell’Università di Washington coordinato da Eytan Adar e dal suo gruppo di ricerca assieme ad Adobe, il cui scopo è quello di mettere a punto un browser in grado di visualizzare non solo come cambiano le pagine internet di un sito al variare del tempo, ma anche come si modificano singole porzioni di pagine internet rispetto al tempo (come banner, sommari, ecc.). Attualmente il progetto è in beta avanzata, ma si prevede che il browser sarà rilasciato gratuitamente entro l’estate del 2009. Una riflessione che riecheggia le categorie sintetiche a priori di Kant: finora i browser ci avevano permesso di

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Piu’ Blog ospita Webgrafie

Update in calce Una delle manifestazioni più interessanti della scena editoriale italiana è senza dubbio Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria che si svolge ogni anno a Roma dal 5 al 8 dicembre presso il Palazzo dei Congressi (EUR). Quello che rende interessante questa mostra è prima di tutto la possibilità di muoversi fra un grandissimo numero di case editrici piccole e medie e quindi di trovare testi ricercati, particolari o comunque libri spesso penalizzati da una distribuzione meno forte di altre realtà editoriali. Chi come me va spesso alla ricerca di libri sa a cosa faccio riferimento. Ma Più Libri Più Liberi è anche un evento interessante per chi si occupa di blog e social media. Infatti all’interno delle numerose manifestazioni che animano le giornate dell’evento, ci sono anche una serie di incontri che fanno dei blog, di internet e del web 2.0 il

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© Davide Bennato