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Google è Superman, Facebook è Batman

Uno dei modi migliori per rendere conto dell’allure dei social media, è usare una metafora. La metafora funziona come un aforisma che – secondo Karl Kraus – non è mai corrispondente alla verità: o è mezza verità o è una verità e mezza. Come hanno fatto alcuni, paragonando i social media del 2011 ad una classe di college americano. Il sito College Humor ha pubblicato una divertente infografica che prova  a paragonare i social media protagonisti del 2011 ai personaggi della Justice League, un gruppo di supereroi che si è inventata la DC Comics qualche tempo fa per rilanciare l’immagine di alcuni suoi personaggi “classici” come Superman o Batman. In questa infografica, Google è Superman (un supereroe che ha tantissime capacità), mentre Facebook è Batman (un eccentrico giovane milionario). Ma chi sono – per esempio – Wonder Woman o Lanterna verde?

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Regala un libro a Natale: Sociologia dei media digitali

Mi rendo conto che il titolo è smaccatamente promozionale, ma in questo periodo sto promuovendo il mio libro e quindi sono nel mood del marketing. Una domanda potrebbe essere: perché diavolo regalare (o regalarsi) un saggio su internet, social media e social network? Se avete la pazienza di leggere questo post posso spiegarlo. Quale giorno fa la casa editrice Laterza ha pubblicato il mio nuovo libro dal titolo Sociologia dei media digitali. E già questa mi sembra una frase quantomeno curiosa perché presuppone che io sforni i libri a ritmo continuo, mentre in realtà è il mio secondo libro dopo ben 9 anni dalla pubblicazione del primo. Il mio primo libro è stato Le metafore del computer (Meltemi, Roma, 2002) e risentiva moltissimo della mia impostazione di sociologo della scienza e della tecnologia e  - soprattutto – parlava di computer e non di internet. Lo scopo di quel libro era rispondere ad una domanda precisa:

(continua)…

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Bottlenose ovvero una dashboard per Twitter piuttosto speciale

Ritorno alla scrittura del blog dopo qualche settimana di assenza. Un po’ per il mio viaggio negli States (lunga storia, avrò modo di dire), un po’ per le attività promozionali per il mio ultimo libro Sociologia dei media digitali (anche di questo avrò modo di dire). Partiamo da un’osservazione assolutamente banale: Twitter in Italia sta crescendo a ritmi piuttosto consistenti. Le avvisaglie ci sono tutte: arrivo dell’early majority sulla piattaforma, la crescita degli account verificati di persone del mondo dello spettacolo e della politica (e su questo consiglio di dare un’occhiata all’Osservatorio social VIP del mio amico Stefano Chiarazzo), la stampa che prende i “virgolettati” dai tweets, persino il nome di una trasmissione di varietà a mo’ di hashtag (mi riferisco a #ilpiugrandespettacolodopoilweekend di Fiorello). A questo punto la domanda: come usare Twitter nel modo più professionale ed efficiente? Risposta: Bottlenose.

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Qual è il vostro circolo della fiducia su Google Plus?

I social networks non sono tutti uguali dal punto di vista strutturale e funzionale. Una delle principali distinzioni è fra social network simmetrici e asimmetrici. I social network simmetrici sono quelli che in cui è necessaria la reciprocità di relazioni. Ovvero A segue B se e solo se B segue A. Esempio classico: MySpace e Facebook. I social network asimmetrici sono quelli in cui la reciprocità di relazione non è necessaria. In pratica A segue B, ma B può anche non seguire A. Ovvero: Twitter e Google Plus In questo secondo caso è interessante vedere chi segue chi e magari visualizzare la rete che viene a crearsi. I creativi di D3 hanno sviluppato un progetto che si chiama Circle of Trust, che consente di visualizzare l’appartenenza alle diverse cerchie.

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Appunti sull’uso aziendale della social media analytics

Giovedì 29 settembre, BuzzDetector, società di social media analytics e consulenza, ha organizzato un piccolo evento sul tema dell’ascolto e analisi delle conversazioni online. L’evento ha preso le mosse dal libro dell’autore di Webmetricsguru , Marshall Sponder “Social Media Analytics”, in quanto l’autore – ospite dell’incontro – ha risposto ad una serie di domande e osservazioni che gli sono state sollevate dal conduttore della giornata, Alessio Jacona. La seconda parte della giornata è stata dedicata ad una tavola rotonda in cui si sono confrontate diverse aziende sulle forme di uso delle strategie di social media analysis. A parlare sono state diverse aziende: Nestlè (Manuela Kron, Corporate Affairs Director), MSC Crociere (Patrizia Iantorno, CRM e Social media manager), Starcom (Marco Muraglia, CEO), Telecom (Antonio Pavolini, Senior Analyst, Media Industry Innovation & Industry Relations), Open Knowledge (Stefano Mizzella, PHD e analista)

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La costruzione della storia nel data journalism

Il data journalism è quel particolare genere giornalistico che usa infografiche, visualizzazione dei dati, statistiche e altri strumenti numerici per raccontare una storia o svolgere un reportage. Una delle più famose – e attive – redazioni giornalistiche che si occupano del data journalism è sicuramente quella del Guardian. Pertanto non potevano non scrivere una storia su quale siano le fasi per la messa a punto di un pezzo di data journalism, rappresentato graficamente da una presentazione con Prezi.

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Cinemetrics: studiare i film attraverso la loro l’impronta digitale

Un modo interessante per analizzare le informazioni è attraverso strategie visuali, così come indica la visual analytics. Spesso infatti la possibilità di vedere diversamente è anche un modo per studiare un fenomeno. Non suoni strano: esistono interi settori della medicina diagnostica che esistono grazie alla capacità delle macchine di vedere all’interno del corpo umano. Un esempio? La TAC. Le cose sono ancora più affascinanti quando ad essere analizzate sono i prodotti culturali, come i film. E’ questo lo scopo di Cinemetrics.

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Open data e democrazia ovvero la politica può essere basata su prove empiriche?

Un paio di mesi fa è uscito il nuovo numero (il 9 per la precisione) della rivista Brand Care Magazine, dove curo una rubrica su tecnologia, cultura e società. Il tema del numero è quello delle Comunità creative, declinate secondo diverse forme: narrazione, satira, marketing, foodblogging. Io ho affrontato il tema degli Open Data con un articolo dal titolo “Evidence Based Democracy. Gli open data come strumento di democrazia” L’idea che cerco di sostenere è che gli open data possono essere considerati un passo ulteriore verso una nuova forma di democrazia partecipativa, dove “partecipazione” vuol dire anche mettere a punto degli strumenti per monitorare attraverso i dati l’operato della pubblica amministrazione, a tutti i livelli.

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Qual è l’impatto dei social media sulla ricerca sociale?

Qualche giorno fa, Radar Blog di O’Reilly pubblica una interessante intervista a Drew Conway sul quale è stato l’impatto dei social media, dell’open source e del datamining sulle scienze sociali. Per capire chi è Conway e qual è il suo lavoro, metto qui le slide di uno speech sull’uso di R per la social network analysis in ambiente social media da lui tenuto a maggio 2010. Ovviamente, Conway ha un suo blog molto interessante (Zero Intelligence Agents) che mescola scienza politica, programmazione con il software statistico (open source) R, social media ed altro ancora. Qui ho messo un estratto delle sue risposte, ma credo che valga la pena di leggere l’intervista nel suo complesso

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Vizualize.me: trasforma il tuo curriculum in una infografica

Negli ultimi tempi c’è stato su internet un vero e proprio boom di servizi, blog e immagini tutte orientate all’infografica, ovvero alla possibilità di progettare visivamente informazioni, anche piuttosto complesse. Spesso frequentando sistematicamente questi spazi (eccomi: presente) viene da chiedere: come potrei produrre anch’io queste splendide visualizzazioni? La risposta spesso è un particolare servizio o applicazione web che viene in aiuto per la bisogna.   Per esempio Many Eyes di IBM: strumento che io uso spesso per la visualizzazione dinamica di testi e parole (non solo tagcloud). Se la domanda è: come faccio a rendere il mio curriculum in forma infografica? La risposta è: Vizualize.me

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© Davide Bennato