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Quei follower sono veri o sono falsi? Truthy lo sa

Gli italiani in questi ultimi mesi, stanno facendo una sbornia di Twitter. Infatti Twitter è senza dubbio la piattaforma social media che ha attirato maggiormente l’interesse dell’opinione pubblica italiana non necessariamente legata alle culture digitali. VIP, attori, giornalisti, cantanti, calciatori: ormai è piuttosto trendy avere (ed usare) un account Twitter, grazie anche alla voglia che hanno gli italiani di diventare follower del proprio VIP preferito. Un ruolo a parte hanno i politici: anche loro sono entrati nel meccanismo e abbiamo assistito in questi mesi ad una crescita esponenziale dei parlamentari twitteri. Quello che desta in alcuni casi qualche sospetto è che i parlamentari italiani hanno un successo di follower piuttosto altalenante. In pratica mentre è chiaro che i politici più mediatizzati hanno un tasso di crescita dei follower piuttosto costante, alcuni meno presenti sulla ribalta alternano periodi in cui i follower crescono lentamente con periodi di crescita repentina. Il buonsenso

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Bottlenose ovvero una dashboard per Twitter piuttosto speciale

Ritorno alla scrittura del blog dopo qualche settimana di assenza. Un po’ per il mio viaggio negli States (lunga storia, avrò modo di dire), un po’ per le attività promozionali per il mio ultimo libro Sociologia dei media digitali (anche di questo avrò modo di dire). Partiamo da un’osservazione assolutamente banale: Twitter in Italia sta crescendo a ritmi piuttosto consistenti. Le avvisaglie ci sono tutte: arrivo dell’early majority sulla piattaforma, la crescita degli account verificati di persone del mondo dello spettacolo e della politica (e su questo consiglio di dare un’occhiata all’Osservatorio social VIP del mio amico Stefano Chiarazzo), la stampa che prende i “virgolettati” dai tweets, persino il nome di una trasmissione di varietà a mo’ di hashtag (mi riferisco a #ilpiugrandespettacolodopoilweekend di Fiorello). A questo punto la domanda: come usare Twitter nel modo più professionale ed efficiente? Risposta: Bottlenose.

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Qual è il vostro circolo della fiducia su Google Plus?

I social networks non sono tutti uguali dal punto di vista strutturale e funzionale. Una delle principali distinzioni è fra social network simmetrici e asimmetrici. I social network simmetrici sono quelli che in cui è necessaria la reciprocità di relazioni. Ovvero A segue B se e solo se B segue A. Esempio classico: MySpace e Facebook. I social network asimmetrici sono quelli in cui la reciprocità di relazione non è necessaria. In pratica A segue B, ma B può anche non seguire A. Ovvero: Twitter e Google Plus In questo secondo caso è interessante vedere chi segue chi e magari visualizzare la rete che viene a crearsi. I creativi di D3 hanno sviluppato un progetto che si chiama Circle of Trust, che consente di visualizzare l’appartenenza alle diverse cerchie.

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La costruzione della storia nel data journalism

Il data journalism è quel particolare genere giornalistico che usa infografiche, visualizzazione dei dati, statistiche e altri strumenti numerici per raccontare una storia o svolgere un reportage. Una delle più famose – e attive – redazioni giornalistiche che si occupano del data journalism è sicuramente quella del Guardian. Pertanto non potevano non scrivere una storia su quale siano le fasi per la messa a punto di un pezzo di data journalism, rappresentato graficamente da una presentazione con Prezi.

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Cinemetrics: studiare i film attraverso la loro l’impronta digitale

Un modo interessante per analizzare le informazioni è attraverso strategie visuali, così come indica la visual analytics. Spesso infatti la possibilità di vedere diversamente è anche un modo per studiare un fenomeno. Non suoni strano: esistono interi settori della medicina diagnostica che esistono grazie alla capacità delle macchine di vedere all’interno del corpo umano. Un esempio? La TAC. Le cose sono ancora più affascinanti quando ad essere analizzate sono i prodotti culturali, come i film. E’ questo lo scopo di Cinemetrics.

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Vizualize.me: trasforma il tuo curriculum in una infografica

Negli ultimi tempi c’è stato su internet un vero e proprio boom di servizi, blog e immagini tutte orientate all’infografica, ovvero alla possibilità di progettare visivamente informazioni, anche piuttosto complesse. Spesso frequentando sistematicamente questi spazi (eccomi: presente) viene da chiedere: come potrei produrre anch’io queste splendide visualizzazioni? La risposta spesso è un particolare servizio o applicazione web che viene in aiuto per la bisogna.   Per esempio Many Eyes di IBM: strumento che io uso spesso per la visualizzazione dinamica di testi e parole (non solo tagcloud). Se la domanda è: come faccio a rendere il mio curriculum in forma infografica? La risposta è: Vizualize.me

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Visualizzare il proprio grafo sociale su iPad con Facegraph

Da quando sono un utente di iPad, tutti i miei sforzi alla ricerca di app sono dedicati per queste categorie: i social media, le scienze sociali, gli strumenti di visualizzazione, gli strumenti per pianificare i voli aerei (quest’ultima categoria per ovvi motivi). Che iPad sia un ottimo strumento per visualizzare e manipolare dati non è certamente una novità. Non solo esistono diverse applicazioni, ma l’interfaccia touch basata su gesti e movimenti della mano permette una capacità manipolativa dei dati assolutamente straordinaria, come mostrano progetti anche sofisticati come Kill Math. Tra gli strumenti in grado di visualizzare il grafo sociale, uno dei più interessanti è senza dubbio Facegraph.

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La curva di Rogers e i social network

Uno dei modelli più utilizzati per spiegare la diffusione delle tecnologie è la cosiddetta curva a campana o curva di Rogers, uno strumento che parte dal presupposto che una innovazione – tecnologica, ma non solo – si propaga per contagio fra gli utilizzatori e gli utenti potenziali, secondo un modo standard, definito dalla diversa propensione al cambiamento degli utenti e dalla variabile tempo Per il motivo di cui sopra, gli utenti utilizzatori di tecnologia si distinguono in innovatori, primi utilizzatori (early adopters), maggioranza iniziale, maggioranza tardiva e ritardatari. Ho usato questo modello qualche tempo fa per provare a spiegare gli elementi “strutturali” del successo di Facebook. Vincenzo Cosenza, ha svolto una ricerca per vedere chi – nell’attuale panorama dei social network – ha raggiunto la maggioranza tardiva, ovvero il numero di utenti che preannuncia la saturazione. Per fare questo ha ipotizzato un numero di utenti potenziali pari a un miliardo

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Stuxnet: dissezione video di un’arma informatica

Incipit da Settimana Enigmistica, per chiudere con uno splendido video infografico Forse non tutti sanno che alcuni programmi informatici sono rubricati come armi. Si, armi: e non nel senso metaforico del termine, ma nel senso compiuto del termine. I frequentatori della cultura informatica ricorderanno il caso del software per crittografare PGP (Pretty Good Privacy) di Phil Zimmermann, quest’ultimo accusato dal governo USA di esportare armi per aver voluto diffondere in forma open source questo potente strumento crittografico. Stuxnet invece è un caso un po’ diverso. Infatti è un virus del computer che ha caratteristiche che lo rendono una vera e propria arma da cyberwar. Quali sono queste caratteristiche?

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Guide Ikea per film di fantascienza

Per chiunque abbia mai frequentato Ikea, sa perfettamente che due sono gli elementi caratteristici dal punto di vista comunicativo: i manuali di montaggio senza parole e i nomi che sembrano presi dalle saghe scandinave. Il sito College Humor ha fatto questa pensata: e se Ikea invece di vendere mobili illustrasse le trame di film di fantascienza? Date un’occhiata alla collezione e rispondete alla domanda: avete riconosciuto i film/serie Tv citate?

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© Davide Bennato