Tsunami, informazione e tecnologia

E’ la notizia di cronaca che sta tenendo banco su tutti i notiziari italiani e internazionali sia perché i disastri sono un genere peculiare del newsmaking contemporaneo, sia perché la catastrofe ha assunto effettivamente delle proporzioni bibliche. 

Sto ovviamente parlando dello tsunami che ha colpito il sud-est asiatico lo scorso 26 dicembre e che ha lasciato sul terreno qualcosa come 70.000 morti (circa) tra le popolazioni locali (Tailandia, Maldive, Sri Lanka) e turisti provenienti da ogni parte del mondo (USa, Francia, Germania, Italia).

Non farò della cronaca relativa all’evento, già se ne occupano in tanti, forse in molti. quello che mi interessa è focalizzare  l’attenzione sugli aspetti comunicativi e tecnologici relativi a questo evento naturale.

Per svolgere questo compito mi farò aiutare da una serie di link utili per farsi un’idea di cosa è successo e delle sue conseguenze

L’evento

Per quanto riguarda un dettagliato reportage, come spesso capita Wikipedia ha dedicato una pagina di approfondimento sull’evento con tanto di mappe e animazioni dalle quali si può comprendere le dimensioni della catastrofe. Un’altra ottima fonte di informazioni dettagliate è Wave of Destruction, sito eponimo nato specificamente per diffondere le informazioni relative allo tsunami. Altra fonte ricca di informazioni dettagliate, soprattutto relative alle conseguenze ecologiche è WorldChanging, con uno special report sulla catastrofe.
Anche i bloggers si sono attivati per coprire la notizia.
Prima di tutti sicuramente La Torre di Babele il blog del giornalista del Tg1 Pino Scaccia inviato in quelle zone, con resoconti tanto dettagliati quanto drammatici. Ma anche bloggers non professionisti si sono prodigati per dare informazioni. E’ il caso di Madblog.
Jeff Oi, un blogger malese, nel suo Screenshot blog sta raccogliendo sistematicamente notizie prese da varie fonti giornalistiche asiatiche e USA sull’andamento sulla catastrofe e relativa copertura mediatica.
  
Repubblica.it ha attivato un forum per raccogliere le esperienze degli italiani che si trovavano (o che si trovano) nelle zone colpite dal maremoto. Il Corriere della Sera non è da meno: il suo forum online è un termometro aperto sulle emozioni che l’evento ha sollevato nei cuori degli italiani.
La Digital Globe, società specializzata nel fornire servizi di fotografia satellitare. ha messo a disposizione le immagini dei propri satelliti per documentare l’accaduto.
Sempre a proposito di immagini, diversi sono i video amatoriali che hanno ripreso in maniera fortuita le conseguenze dello tsunami e che stanno circolando su internet (e in televisione) tramite i bloggers. Alcune raccolte si possono trovare su Cheese and Crackers, Wizbang, Brainshavings, Digitalvoodoo, Sumankumar, Waveofdestruction, Linkfilter, Tommie.nu, HalTurnerShow.

La tecnologia in aiuto dei soccorsi

Mai come in questo momento la tecnologia ha avuto un ruolo molto importante per aggiornare le informazioni su feriti e dispersi.
Per prima cosa i telefonini: gli SMS sono stati di notevole aiuto nel momento in cui è stato necessario da parte dei turisti italiani (ma non solo) avvertire i parenti sulla situazione. 
Diversi Tg hanno riportato la notizia secondo cui la i le famiglie dei turisti italiani nel sud-est asiatico ricevevano notizie dai propri cari grazie agli SMS: è il caso di due turisti di Loreto, ma anche di qualche VIP.
Chi invece non è ancora riuscito a mettersi in contatto via SMS con le persone che stanno nelle zone dello Tsunami, possono ricorrere a Chatbar, un browser speciale che permette di collegare un utente internet con un qualsiasi telefono cellulare tramite una catena di SMS. Il servizio di solito è a pagamento ma per le popolazioni colpite viene offerto in maniera gratuita. (info via Sourcewire.com).

Perchè non usare i cellulari per localizzare i dispersi? E’ a questa domanda che risponde l’iniziativa messa in piedi dalla Tidal Wave Rescue Centre.
Gli SMS sono anche un ottimo strumento per raccogliere donazioni da devolvere alle popolazioni colpite. Rai e Mediaset hanno patrocinato un’iniziativa che vede Tim, Vodafone, Wind e Tre coinvolte per raccogliere soldi tramite l’invio di un SMS dal costo di 1 euro. Ma l’iniziativa non è solo italiana: la Croce Rossa di Singapore, operatori telefonici svedesi,.
Fioccano in queste ore le risorse internet messe in moto per dare una mano agli aiuti e ai dispersi.
E’ il caso del SEA-EAT Blog  e di Tsunamihelpindia,  dove si possono trovare notizie su come fare per dare un contributo alle popolazioni colpite.
Aftermath 9.0 è un sito tramite il quale provare a contattare le persone che si pensano disperse e anche dare una mano a raccogliere fondi.
L’ospedale di Phuket, la città Tailandese più colpita, ha messo online una serie di risorse per rendere possibile la ricerca delle persone ricoverate nei vari ospedali e contribuire così alla diffusione delle informazioni.
Solo qualche ora fa è stata battuta la notizia che Hannes Bergman un bambino finlandese di 20 mesi disperso a Phuket, è stato ritrovato grazie alla sua foto apparsa sulla versione online della Phuket Gazette.
Anche la piattaforma per Fotoblog Flickr, ha messo a disposizione un servizio tramite il quale si possono postare le foto delle persone di cui si sono perse le tracce per cercare così di raccogliere informazioni.
In Italia non mancano iniziative simili come ad esempio TuttoSimpson (non fatevi ingannare dal nome irriverente).
Non nel solo denaro consistono gli aiuti. C’è chi - Come il Southern California Wireless Users Group - si è offerto di raccogliere materiale per la comunicazione wireless da destinare alle persone dei paesi colpiti dal sisma, forti dell’aiuto che tale tecnologia può dare in assenza di infrastrutture.

Sono solo alcuni esempi di informativo e solidale della rete.
Presto parlerò delle conseguenze geofisiche del maremoto e del dibattito nato in internet.

 

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