Il ritorno di Gandhi

E’ lui o non è lui?

Certo che è lui.

Sto parlando di quello che ormai considero un post classico di tecnoetica (non perché mi sono montato la testa, ma perché è stato quello più commentato).

Il post si chiamava "Ideologia grossa come le montagne" , giocando su una famosa citazione di Gandhi. Ed era l’analisi dei contenuti ideologici della campagna pubblicitaria della Telecom che vede Gandhi alla presa con un audience globale, grazie (?) alle meravigliose opportunità offerte dalle tecnologie multimediali.

Bene. Quel post ha incontrato l’interesse di Valentina Tanni, caporedattore di Miss Marple, una rivista online sui temi dell’economia della cultura.
Valentina mi ha chiesto di trasformare il post in un articolo per il numero della rivista dedicato a  "Visioni e missioni". Io ho prodotto 8.000 (circa) battute dal titolo: "Che mondo sarebbe stato? Spot e tecnoutopie". L’argomentazione è la stessa del post, forse scritta in maniera più ordinata.

Vi consiglio di fare un giro per Miss Marple, se siete appassionati di cultura (o - meglio - di culture come specifica l’editoriale del primo numero), troverete la rivista un bagaglio inesauribile di idee, spunti, osservazioni, tendenze, …

 

 

2 repliche

  1. massimo scrive:


    Caro Davide, ho letto il tuo articolo. Il punto 2 (retorica della parola) mi convince, meno, il punto 3 solo in parte, poiché è vero che non c’è risposta determinata, è vero che lo spot suggerisce ‘un mondo migliore’, ma è vero pure che la risposta suggerita determina assiologicamente (è l’ufficio del commercial) la risposta indeterminata: un mondo diverso (sicuramente vera).Il punto 1, infine, non mi convince affatto: in particolare, l’affermazione:"Non è la stampa a caratteri mobili ad aver fatto nascere la riforma protestante, non sono i quotidiani a fare la libertà di stampa, non è stata la radio a portare all’ascesa di Hitler. Perché dovrebbe essere Internet a unire le persone?" mi sembra sottovalutare il ruolo del mezzo. (Dalle mie parti, c’è chi sostiene che è la scrittura ad aver fatto la filosofia e inventato l’anima, figuriamoci). Non è facile isolare singole cause, e posso concedere che la stampa non è stata la causa della riforma protestante, ma posso anche pensare che senza stampa, ben difficilmente ci sarebbe stata la riforma protestante.Ciao

  2. stefano scrive:


    Ciao Davide,sono molto contento delle parole lette e scritte.Stefano

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