Una serie televisiva per poter essere affascinante, ha bisogno – quantomeno - di parlare di avvenimenti che accadono o che possono accadere nella vita di tutti i giorni.
Se poi gli avvenimenti sono legati alla tecnologia, si ha un curioso effetto di "esotismo culturale": ovvero chi fa queste cose è tra noi, ma non è detto che riesca a identificarlo.
Questo curioso preambolo per dire che stiamo ri-parlando di CSI: Miami, che per l’ennesima volta usa la tecnologia come spunto per le sue splendide puntate.
Ho già raccontato dell’episodio che prende spunto dai Flash Mob: adesso è arrivato il momento del toothing.
Infatti, il 20 episodio della terza serie dal titolo "Killer Date", andato in onda sulla CBs il 18 aprile scorso, prende spunto da questa curiosa pratica dedicata alle strategie di seduzione tecnologica.
Su cosa sia il toothing, rimando a un post di tecnoetica che potete trovare qui.
Invece per quanto riguarda la trama: eccola.
Calleigh Duquesne (Emily Procter) e Eric Delko (Adam Rodriguez, nella foto) arrivano sulla scena del crimine di un locale alla moda con dei letti al posto dei tavoli. In questo posto viene trovata strangolata una delle cameriere, le cui unghie spezzate indicherebbero segni di lotta, anche se apparentemente nessuno ha sentito nulla.
La Duquesne dovrà procedere ai rilievi da sola perch








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Spero ci si possa scambiare opinioni. A presto.
assolutamente si, anzi sono più che benvenuti critiche e commenti.
[...] Ho già avuto modo di raccontare che una delle caratteristiche che differenzia CSI: Miami dal CSI “Classico” (AKA Las Vegas), è il costante riferimento all’universo della tecnologia in tutte le sue forme. Gli episodi andati in onda le scorse settimane non fanno che confermare questa tendenza (un esperto marketing lo chiamerebbe “posizionamento”). [...]