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La cultura dei makers: hackerismo flessibile, taylorismo riflessivo, hardware come app

Qualche giorno fa si è svolto a Roma l’incontro World Wide Rome – The Makers Edition, un evento che ha chiamato a raccolta i cosiddetti makers, ovvero gli hacker dei prodotti. L’evento ha visto un gran numero di speaker italiani e stranieri. Guest star senza dubbio Chris Anderson (Direttore di Wired USA e autore del libro/teoria The Long Tail), Dale Dougherty (direttore di Make, la rivista dei costruttori fai da te) e Massimo Banzi (autore del progetto di elettronica open source Arduino) che hanno tenuto alto l’interesse del pubblico per tutta la prima parte della mattinata. Il pomeriggio non è stato da meno con le storie di makers italiani, un buon numero dei quali usciti dall’ (EX) Interaction Design Institute di Ivrea (dove – per inciso – anch’io ho tenuto un seminario molti anni fa) Le storie interessanti erano tantissime e per tutti i gusti. Chi aveva fuso il suo

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Il giorno dopo La notte della rete

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Gente del Fud: un modello di blogsourcing?

Lo scorso weekend – grazie a mia moglie – ho potuto partecipare all’incontro Gente del Fud, organizzato da Garofalo, che si è svolto all’Hotel Crowne Plaza, una splendida location sulla penisola sorrentina, proprio di fronte al Vesuvio. L’incontro ha avuto lo scopo di invitare oltre 80 foodbloggers da nord a sud Italia, consentendo loro non sono di incontrarsi, magari dopo relazioni avvenute via Twitter e Facebook, ma anche di coinvolgerli nel progetto Gente del Fud.

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Fare ricerca nei social media: l’ascolto delle conversazioni online

Listening online conversations View more presentations from Davide Bennato. Ieri sono stato ospite del Workshop on Advanced Research Methods (WARM) organizzato dal gruppo del LaRiCA dell’Università di Urbino, un gruppo che chi frequenta i social media conosce nelle figure di Giovanni Boccia Artieri, Luca Rossi, Fabio Giglietto ed altri. Ospite d’eccezzione della giornata è stata Jean Burgess, una ricercatrice australiana che assieme a Joshua Green è autrice di un interessante studio su Youtube e la clip culture e che in questi giorni è stata ospite degli urbinati. WARM – e il relativo call for paper per studiosi italiani – ha avuto come obiettivo quello di riflettere su cosa voglia dire fare ricerca sociale nelle piattaforme del web 2.0 e soprattutto come fare ricerca in questi spazi. Io ho presentato un intervento teorico che prende spunto da alcuni miei studi più o meno strutturati – in particolare lo studio sul terremoto

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Rai per una notte: la reazione dei social media

Rai Per Una Notte: le reazioni dei social media View more presentations from Davide Bennato. Ieri sera dopo un sistematico battage comunicativo che in sole due settimane ha raccolto un pubblico enorme (qualche cifra di riferimento: poco meno di 140.000 fan su Facebook), si è svolta la serata evento “Rai per una notte“, condotta da Michele Santoro e dalla squadra di “Anno Zero”, organizzata, sostenuta e voluta dalla FNSI in collaborazione con l’USIGRai. Come tutti sanno, l’evento è stato organizzato in aperta polemica con il silenziamento delle trasmissioni televisive di approfondimento giornalistico a causa di un’interpretazione restrittiva delle norme che governano la par condicio in periodo pre-elettorale per le elezioni amministrative del 2010. L’evento si è svolto al Paladozza di Bologna ed è stato trasmesso televisivamente da Current TV sulle frequenze Sky, e da una miriade di televisioni locali che hanno aggirato le restrizioni del satellite e che hanno consentito

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Come crescono i social media (in tempo reale)

Uno dei mantra del web 2.0 o social media che dir si voglia, è relativo alla crescita nell’uso sociale di questo ambiente. Infatti sempre più spesso questa società di marketing o quella società di ricerca rilasciano report che cercano di dare un quadro sufficientemente articolato sul tema dei contenuti user geneated che vengono prodoti nelle decine di piattaforme ascrivibili ai social media. Il problema è quello di rendere comprensibile in tasso di cescita di questi contenuti, dato che spesso alla dimensione quantitativa del numero, manca la dimensione cronocologica del fattore tempo. La grafica animata che vedete sopra è un aiuto in questo senso. Infatti il Gary’s Social Media Count è un applet interattivo (embeddabile) che rende bene l’idea della vertiginosa crescita dei contenuti prodotti nelle diverse piattaforme di social media, da Youtube a Facebook ai blog. Infatti questo applet dice quanti UGC vengono prodotti nel momento in cui lo stesso

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Quando Twitter dice buongiorno

GoodMorning! Full Render #2 from blprnt on Vimeo. Ecco un modo davvero originale per augurare una buona giornata. Good Morning è un progetto che consiste nel raccogliere i messaggi di Twitter (circa 11.000) contenenti la frase “buon giorno” messaggiata in inglese e in altre ligue (non meglio specificate) che sono circolate nella rete del microblog tra il 20 e il 21 agosto del 2009. Il video ha due metriche di riferimento. La prima è la geolocalizzazione, per posizionare i tweeets su una mappa 3d del globo (come si vede dal video). La seconda è una misura che indica in qiale parte della mattinata sono stati spediti i messaggi (verdi se mattino presto, arancio se intorno alle 9 del mattino, rossi se in tarda mattinata, neri se la mattinata era ormai bella e passata). Il framework per il rendering è Processing, ma se volete avere altri dettagli consiglio una letta al

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Il terremoto in Abruzzo: tracce di conversazioni online

Social media e terremoto in Abruzzo View more presentations from Davide Bennato. Le slide che vedete sopra sono frutto di un esperimento. Ovvero partendo dalla mia collezione di servizi per il datamining, e forte di alcune riflessioni che ho fatto sul tema della Social Media Analytics ho provato a fare un quadro delle conversazioni che sono avvenute nei social media italiani sul tema del terremoto in Abruzzo. L’evento catastrofico ha colpito l’immaginazione e i sentimenti di tutte le persone che hanno seguito la vicenda con apprensione e che in modo diverso hanno voluto esprimere la propria solidarietà ai cittadini abruzzesi, perciò mi sembrava un caso studio interessante per testare alcune piattaforme che consentono l’analisi dei discorsi online. E’ solo un esperimento, ma sarò grato a chiunque volesse darmi indicazioni, consigli e critiche. UPGRADE Un grazie al mio amico Gianluca per le belle parole nei miei confronti a per aver apprezzato

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Visualizzare Wikipedia come dibattito

Ancora oggi quando faccio le mie lezioni sul web 2.0 e presento il caso dei wiki intesi come strumento per la costruzione collaborativa di un sapere enciclopedico, c’è sempre qualche studente – più polemico, più smaliziato, comunque scettico – che mi fa notare che non possa essere considerato un sapere valido, dato che non si conosce la paternità delle persone che ci scrivono su. Ovvero: come può essere affidabile Wikipedia se chi ci scrive non è certificato per quelle competenze (tra l’altro, mutatis mutandis, è la stessa critica fatta da Civiltà Cattolica a questi strumenti). Di solito la mia reazione è di accettazione della critica, che provvedo a smontare in maniera articolata: la ricerca fatta da Nature che contrappose l’affidabilità di Wikipedia contro l’Enciclopedia Britannica, la presenza di strumenti tecnici che consentono il controllo del wiki-spamming e così via dicendo. Di solito però faccio riflettere sul fatto che le voci

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© Davide Bennato